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Ospedale Annunziata di Cosenza

Nuovo ospedale a Rende, il Comitato Difesa Annunziata contro Occhiuto: “Scelta sbagliata che esclude Cosenza”

Il portavoce Carlo De Gaetano contesta il vertice tra Regione, Unical e Comune d’oltrecampagnano. Denunciata la mancanza dei placet ministeriali necessari per il Dpcm.

Ancora una volta siamo costretti a prendere atto che il Presidente della Regione vuole costruire il nuovo Ospedale di Cosenza ad Arcavacata di Rende. Leggiamo, infatti, che pochi mesi fa c’è stato un incontro fra il Magnifico Rettore dell’Unical, il Sindaco di Rende e il Presidente Occhiuto.

Lo scopo della riunione è stato quello di fare il punto sull’iter del progetto di cui sopra. I protagonisti dell’incontro, ancora una volta hanno escluso il Sindaco di Cosenza; sottolineiamo che le dovute autorizzazioni per la costruzione del nuovo Presidio Sanitario ancora non sono state date: il MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica), il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia non hanno ancora dato il loro placet, placet indispensabile per l’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).

In ogni caso, nel corso della riunione, Occhiuto ha fatto riferimento ad un generico avanzamento della realizzazione del progetto, senza specificare a quale livello sia questo avanzamento. Qui ci corre l’obbligo di specificare che la fase del Commissariamento è terminata. Proprio per questo Occhiuto ha il dovere di portare in Consiglio Regionale il suo progetto, affinché diventi pubblico e affinché tutti i Consiglieri Regionali possano conoscerlo e discuterne, coinvolgendo il Sindaco di Cosenza e gli altri sindaci interessati.

Non è possibile che in democrazia, un fatto così importante per la sanità dell’area urbana di Cosenza e per tutta la Provincia sia sottratto alla valutazione delle istituzioni preposte e all’opinione pubblica, comprese le associazioni spontanee dei cittadini. Noi già da tempo riteniamo che la scelta di costruire ad Arcavacata un Policlinico Universitario con tutti gli 800 posti letto disponibili sia una scelta sbagliata.

Questa scelta comprende la chiusura dell’Ospedale dell’Annunziata con tutte le conseguenze del caso: il primo fenomeno che rileviamo è il progressivo spopolamento. Già la provincia di Cosenza presenta il numero più elevato della regione per iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), che sono circa 200.000; la chiusura dell’Annunziata porterebbe ad un ulteriore incremento di questo fenomeno.

Senza l’Ospedale la città subirebbe una forte diminuzione dell’assistenza sanitaria, andrebbe incontro ad un progressivo impoverimento insieme ai Comuni a sud di Cosenza; Cosenza diventerebbe la periferia di Rende e lo sviluppo andrebbe sempre più diminuendo spostandosi verso nord: uno sviluppo diseguale con conseguenze immaginabili. Noi diciamo che l’Annunziata non si tocca; la nostra proposta è quella di dividere gli 800 posti letto disponibili per destinarne 400 all’Annunziata e 400 al Policlinico Universitario che dovrebbe sorgere ad Arcavacata di Rende, cosa che noi abbiamo sempre condiviso.

D’altra parte, nella vicina Catanzaro, si registra una situazione analoga: 500 posti letto all’Ospedale Hub Pugliese-Ciaccio e 350 al Policlinico Universitario “Mater Domini”. Questa è la scelta più giusta per migliorare l’offerta sanitaria dell’area urbana di Cosenza e di tutta la Provincia.

CDA

COMITATO PER LA DIFESA DELL’ANNUNZIATA

Carlo De Gaetano

Ospedale Annunziata di Cosenza
Ospedale Annunziata di Cosenza
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