Banner Conad

Castrovillari, il Premio Raffaele Chiodi al “Senza Filtro Trio”

La quarta edizione del Premio dedicato al Maestro di chitarra Raffaele Chiodi, scomparso cinque anni fa, ha inaugurato il Festival dei Quartieri. Il Premio al “Senza Filtro Trio”, nel segno di un’eredità artistica che la musica continua a custodire e rinnovare

Di Elvira Sangineto

La memoria di un artista non abita soltanto nei ricordi, ma in tutto ciò che la sua arte continua a generare. È in questo spazio, tra ciò che è stato e ciò che ancora nasce, che continua a vivere Raffaele Chiodi, stimato Maestro di chitarra, la cui eredità musicale, a cinque anni dalla scomparsa, trova ancora nuove forme per raccontarsi.

Lo scorso 4 agosto, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro San Giuliano di Castrovillari, la quarta edizione del Premio a lui dedicato ha inaugurato il Festival dei Quartieri, intrecciando arte, memoria e territorio in un appuntamento che negli anni si è affermato tra i più significativi del panorama culturale cittadino.

A ricevere il Premio Raffaele Chiodi è stato quest’anno il “Senza Filtro Trio”, formazione composta dal chitarrista Eugenio De Luca, dal pianista e compositore Corrado Mendicino e dal percussionista e batterista Tarcisio Molinaro.

Nato inizialmente come riconoscimento destinato ai giovani musicisti emergenti, il format ha progressivamente trovato una forma più aderente all’eredità del Maestro: intercettare e valorizzare artisti che, per sensibilità, linguaggio e vocazione, ne custodiscano in qualche modo la stessa natura artistica.

«Attraverso la musica abbiamo la possibilità di rivivere e riabitare nostro papà», ha dichiarato Serenella Chiodi, una delle figlie.

I premi, interamente realizzati a mano in pietra leccese, rappresentano pezzi unici e irripetibili, frutto di un incontro tra materia, artigianalità e creatività. Una scelta che si riflette anche nella cornice individuata quest’anno per la manifestazione: l’Anfiteatro San Giuliano, nel cuore del centro storico di Castrovillari.

Il Premio Raffaele Chiodi non si limita a ricordare un uomo e un artista: ne raccoglie l’eredità e la affida a nuovi interpreti, perché possano continuare a generare bellezza.

Condividi questo contenuto