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Premio Faro 2026: trionfo a Mormanno per lo chef Francesco Mazzei

Il Gruppo Miromagnum premia l’ambasciatore della cucina calabrese a Londra.

Un faro come simbolo di luce, orientamento e appartenenza: saldo nella terra in cui affonda le proprie radici e, allo stesso tempo, capace di proiettare la propria luce lontano. È questo lo spirito del “Premio Faro – Memorial Domenico Bloise”, promosso dal Gruppo Folkloristico Miromagnum di Mormanno, presieduto da Amalia Fortunato, e conferito per l’edizione 2026 allo chef di fama internazionale Francesco Mazzei.

La cerimonia, svoltasi a Mormanno il 9 agosto, ha rappresentato un momento di incontro tra cultura, tradizioni popolari, istituzioni ed enogastronomia, con un obiettivo preciso: riconoscere e valorizzare quelle personalità calabresi che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, sono riuscite ad affermarsi ben oltre i confini della regione, diventando autentiche ambasciatrici della Calabria nel mondo.

Ed è proprio nel significato del nome scelto per il Premio che si racchiude la sua vocazione. Come un faro illumina e rende visibile ciò che si trova anche a grande distanza, il riconoscimento intende portare alla luce le eccellenze calabresi, raccontandone il talento, il lavoro e il legame con la terra d’origine.

UN’OPERA CHE RACCONTA MORMANNO E LA CALABRIA

Dal 2019, il Premio prende forma attraverso l’opera del Maestro Orafo Michele Affidato, artista calabrese di fama internazionale e a sua volta insignito del Premio Faro nell’edizione precedente alla realizzazione dell’opera.

Grazie alla sua esperienza e alla sua apprezzata maestria nell’arte orafa, Affidato ha realizzato e donato al Gruppo Folkloristico Miromagnum la scultura che viene consegnata ai premiati: una raffinata riproduzione del Faro di Mormanno, monumento simbolico del borgo dedicato ai caduti calabresi della Prima guerra mondiale.

La scelta di riprodurre proprio questo monumento conferisce al riconoscimento un valore che supera quello puramente artistico. Il Faro diventa contemporaneamente luogo, memoria e simbolo: appartiene a Mormanno, ricorda la storia della Calabria e rappresenta idealmente chi, attraverso il proprio talento e il proprio impegno, è capace di indicare una direzione agli altri.

Anno dopo anno, il Premio sta così assumendo sempre più pienamente la forma con cui era stato originariamente pensato: un riconoscimento che parte da questa terra e viene consegnato a chi di questa terra non è soltanto un esempio – un “Faro” – ma anche un promotore di crescita etica, culturale e sociale.

Un’identità che trova una delle sue espressioni più significative proprio nella figura scelta per il 2026: Francesco Mazzei.

FRANCESCO MAZZEI: DALLA CALABRIA AL CUORE DELLA RISTORAZIONE INTERNAZIONALE

Originario di Cerchiara di Calabria, Francesco Mazzei ha costruito una carriera di assoluto prestigio facendo della cucina del Sud Italia non soltanto una proposta gastronomica, ma un vero e proprio linguaggio attraverso il quale raccontare all’estero la propria terra.

Dalle prime esperienze professionali in Italia, il suo percorso lo ha condotto in importanti realtà della ristorazione internazionale, tra Europa e Asia, fino a trovare a Londra il luogo nel quale il suo nome si è definitivamente affermato.

La sua cucina nasce dall’incontro tra memoria familiare, tradizione meridionale, conoscenza della materia prima e tecnica contemporanea. Mazzei stesso ha sintetizzato questa filosofia

nell’espressione “Mamma’s cooking with a chef’s hands”: la cucina della mamma realizzata con le mani di uno chef.

Una frase che racconta bene il filo conduttore della sua carriera. Perché, nonostante un percorso profondamente internazionale, la Calabria non è mai rimasta semplicemente il luogo delle sue origini: è diventata parte integrante della sua identità professionale.

A Londra Mazzei ha contribuito in maniera significativa alla conoscenza e alla reinterpretazione contemporanea della cucina del Mezzogiorno. Il suo nome si è affermato con L’Anima, ristorante attraverso il quale ha portato nella capitale britannica una visione moderna della gastronomia del Sud Italia, per poi proseguire il proprio percorso alla guida di importanti realtà londinesi come Sartoria, Radici e Fiume.

Parallelamente all’attività nei ristoranti, lo chef è diventato un volto conosciuto anche dal pubblico britannico attraverso la partecipazione a programmi televisivi come Saturday Kitchen e MasterChef, contribuendo alla diffusione della cultura gastronomica italiana e alla conoscenza di ingredienti e prodotti fortemente legati alla Calabria.

Oggi questo lungo percorso trova una nuova espressione in Mezzogiorno by Francesco Mazzei, all’interno del prestigioso Corinthia London.

Già il nome scelto per il ristorante racchiude un’intera dichiarazione d’intenti: Mezzogiorno significa Sud, Mediterraneo, casa, memoria. È il ritorno alle origini di uno chef che ha viaggiato e lavorato nel mondo senza mai perdere il legame con la propria terra.

Per questo il conferimento del Premio Faro 2026 assume un significato che va oltre il riconoscimento della carriera professionale. In Francesco Mazzei viene premiata la capacità di partire dalla Calabria, raggiungere una dimensione internazionale e continuare a raccontare quella stessa Calabria attraverso il proprio lavoro.

Da Cerchiara di Calabria a Londra, la sua storia rappresenta pienamente il messaggio che il Premio Faro intende trasmettere: si può arrivare lontano senza perdere le proprie radici e, anzi, facendo proprio di quelle radici una forza capace di distinguersi nel mondo.

IL PREMIO FARO NEL SEGNO DELLA MEMORIA DI DOMENICO BLOISE

Il Premio Faro – Memorial Domenico Bloise è dedicato alla memoria di Domenico Bloise, già componente del Gruppo Folkloristico Miromagnum, prematuramente scomparso.

La dedica lega il riconoscimento rivolto alle eccellenze calabresi a un’altra dimensione fondamentale della cultura popolare: quella della memoria e del senso di appartenenza alla comunità.

Le tradizioni, infatti, non vivono soltanto attraverso costumi, musica, danze e manifestazioni, ma soprattutto attraverso le persone che le custodiscono, le tramandano e dedicano parte della propria vita alla comunità.

Particolarmente significativa, durante la cerimonia, è stata la presenza della madre di Domenico, Teresa Perrone, e di Simona Bloise, in un momento nel quale il ricordo personale si è unito alla memoria condivisa dal Gruppo Folkloristico e dalla comunità.

La dedica a Domenico Bloise assume così un significato profondamente legato allo stesso simbolo del Premio: una memoria che, come un faro, continua a illuminare il cammino e a mantenere vivo il legame tra le persone, la comunità e le proprie radici.

ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONI E TERRITORIO INSIEME A MORMANNO

Numerose le personalità del mondo istituzionale, culturale, folklorico ed enogastronomico che hanno preso parte alla cerimonia, offrendo attraverso i propri interventi differenti testimonianze del valore delle tradizioni, delle produzioni locali e della promozione del territorio.

A fare gli onori di casa Amalia Fortunato, presidente del Gruppo Folkloristico Miromagnum, associazione promotrice del Premio e da anni impegnata nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio folklorico e delle tradizioni popolari.

È intervenuto il sindaco di Mormanno Paolo Pappaterra, in rappresentanza dell’amministrazione comunale e della comunità che ha ospitato la manifestazione.

Presente Teresa Maradei, presidente dell’Associazione Terra e Gusto, impegnata nella valorizzazione delle produzioni locali e in particolare del Fagiolo Poverello Bianco, Presidio Slow Food e prodotto identitario della tradizione agricola e gastronomica del territorio del Pollino.

Ha partecipato Gerardo Bonifati, presidente nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP), realtà di riferimento nazionale per la tutela, la valorizzazione e la trasmissione del patrimonio folklorico e culturale immateriale.

Per la dimensione regionale della Federazione è intervenuto Marcello Perrone, presidente della FITP Calabria, impegnato nella promozione e nel coordinamento delle realtà folkloriche calabresi.

A rappresentare il mondo della ristorazione e dell’accoglienza locale Catia Corbelli, ostessa, sommelier e imprenditrice mormannese, legata alla storica Osteria del Vicolo, realtà gastronomica del borgo che attraverso la propria cucina contribuisce a custodire e raccontare i sapori del territorio.

È intervenuto inoltre l’onorevole Domenico Pappaterra, presidente del GAL Pollino e già presidente del Parco Nazionale del Pollino, da lungo tempo impegnato nelle politiche di sviluppo e valorizzazione economica, turistica e territoriale dell’area.

A testimoniare il forte legame dello chef con il proprio paese d’origine è stata la presenza della dott.ssa Marica Nicoletti, vicesindaca di Cerchiara di Calabria, che ha portato alla cerimonia la rappresentanza istituzionale della comunità nella quale Francesco Mazzei è nato e dalla quale ha avuto inizio il suo percorso.

Il susseguirsi degli interventi ha restituito così l’immagine di un territorio capace di fare rete: istituzioni, associazioni, folklore, agricoltura, ristorazione e cultura uniti dalla volontà di preservare e, allo stesso tempo, far conoscere oltre i propri confini il patrimonio identitario della Calabria.

A moderare l’incontro è stata Cinzia De Santis, che ha accompagnato la cerimonia e i diversi contributi dedicati al premiato, al significato del Premio Faro e alla valorizzazione delle eccellenze calabresi.

UN PREMIO CHE UNISCE FOLKLORE, CUCINA E IDENTITÀ

La scelta di conferire il Premio Faro a uno chef assume un significato che va ben oltre la gastronomia.

Folklore e cucina sono infatti espressioni diverse dello stesso patrimonio culturale.

Un costume tradizionale, una danza, un canto popolare, una ricetta tramandata in famiglia o una varietà agricola custodita per generazioni raccontano, attraverso linguaggi differenti, la storia di una comunità.

Conservare le tradizioni non significa limitarle al passato, ma permettere loro di continuare a vivere, trasformarsi e raggiungere nuove generazioni e nuovi luoghi.

Ed è proprio ciò che Francesco Mazzei ha saputo fare attraverso la cucina: trasformare ingredienti, ricordi familiari e sapori della Calabria e del Mezzogiorno in un racconto capace di essere compreso e apprezzato anche a migliaia di chilometri di distanza.

Il Premio Faro 2026 – Memorial Domenico Bloise diventa così non soltanto il riconoscimento di una prestigiosa carriera internazionale, ma l’affermazione di un principio: il successo non cancella le origini quando sono proprio le origini a diventare parte del successo.

Francesco Mazzei, partito da Cerchiara di Calabria e arrivato nel cuore della ristorazione internazionale, ne rappresenta una testimonianza concreta.

Con il Premio Faro, il Gruppo Folkloristico Miromagnum ha voluto accendere ancora una volta una luce sulle eccellenze della propria terra: una Calabria capace di custodire la memoria, essere orgogliosa delle proprie radici e guardare al mondo attraverso le persone che, con il loro talento e il loro lavoro, ne diventano ambasciatrici.

Gruppo Folkloristico Miromagnum – Mormanno Premio Faro 2026 – Memorial Domenico Bloise

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