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Vaglio Lise, consensi per la proposta di Francesco Napoli sul Polo Congressuale: anche Legacoop nel confronto

Dal mondo delle imprese alle istituzioni, cresce il sostegno al progetto del Convention & Expo Center. Legacoop Calabria: «rigenerazione urbana, sostenibilità e riscatto sociale con il contributo del sistema cooperativo».

Tiene banco la proposta del vicepresidente nazionale di Confapi e consigliere del CNEL, Francesco Napoli, che individua nell’area di Vaglio Lise la sede strategica per la realizzazione di un Convention & Expo Center capace di coniugare congressi, fiere, eventi, ospitalità, innovazione e rigenerazione urbana.

La proposta ha già raccolto il sostegno di diverse realtà del mondo istituzionale, economico e professionale, tra cui il presidente di CNA Cosenza Michele Marchese, il consigliere regionale Francesco De Cicco, il vicepresidente nazionale di Unionservizi Francesca Benincasa, la presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Fabiola Via e il vicepresidente di Legacoop Calabria Maurizio De Luca.

Un progetto che trova una ulteriore chiave di lettura nella tesi di un giovanissimo professionista, Domenico Buongiorno, che disegna e interpreta le potenzialità dell’area, offrendo una prospettiva concreta e innovativa sul futuro di Vaglio Lise.

Sulla proposta di Confapi Calabria si innesta inoltre il masterplan realizzato dall’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, nell’ambito del programma MASE “Italia in Classe A”, che pone le basi per un ulteriore hub di innovazione all’interno del centro congressi.

«La trasformazione dello Scalo ferroviario di Vaglio Lise in un grande Polo Congressuale, Fieristico e di Innovazione rappresenta una svolta strategica per il futuro di Cosenza e dell’intera area urbana», afferma Maurizio De Luca. «Come Legacoop guardiamo con estremo interesse a questo progetto che prefigura un forte impatto economico e occupazionale, ma soprattutto un’opportunità irripetibile di rigenerazione urbana integrata e sostenibile. Vaglio Lise costituisce da decenni un’area a margine della città, un “vuoto urbano” cerniera tra la stazione ferroviaria e lo storico quartiere popolare di Via Popilia. Un territorio fragile, caratterizzato da forti tensioni sociali e da un bisogno urgente di interventi capaci di restituire dignità, servizi e opportunità ai suoi abitanti».

Da qui la necessità, secondo Legacoop, di evitare che il nuovo polo resti isolato dal contesto. «Questo progetto non deve essere inteso come una cattedrale nel deserto Al contrario, deve fungere da innesco per invertire la rotta nel quartiere di Via Popilia, trasformando un’area periferica in un nuovo distretto dinamico dell’innovazione, della cultura e dei servizi. La rigenerazione urbanistica diventa così, prima di tutto, rigenerazione sociale: creazione di spazi verdi e piazze, nuove opportunità lavorative per i giovani locali e inclusione».

Accanto alla dimensione sociale c’è quella ambientale. «Un ulteriore elemento qualificante dell’intervento – aggiunge De Luca – riguarda la sicurezza e la tutela del territorio. L’area dello Scalo soffre da tempo di criticità ambientali e di vulnerabilità idraulica». L’investimento previsto, che include risorse per la bonifica e la sistemazione infrastrutturale, consentirebbe di: mitigare il rischio idraulico dell’intero comparto, riqualificando il reticolo idrografico e migliorando il drenaggio urbano; bonificare l’area, mettendo in sicurezza i suoli e recuperando un comparto industriale dismesso; promuovere la transizione ecologica, integrando la mobilità sostenibile con la vicina stazione ferroviaria e realizzando infrastrutture a basso impatto ambientale.

Il progetto, nelle valutazioni di Legacoop, avrebbe inoltre una ricaduta significativa sul piano occupazionale e sul sistema produttivo locale. «Con oltre 1.200 addetti previsti nella fase di cantiere e 2.000 occupati nell’indotto a regime, la cooperazione locale è pronta a recitare un ruolo primario», sottolinea De Luca. Le cooperative radicate sul territorio calabrese possono garantire competenze essenziali su tutta la filiera: edilizia, bonifiche e ingegneria ambientale per la messa in sicurezza e la costruzione; manutenzione del verde, servizi di pulizia, gestione impianti e logistica; servizi alla persona, welfare di comunità, inclusione lavorativa e animazione sociale per il quartiere di Via Popilia; ristorazione, accoglienza turistica e gestione degli spazi espositivi e culturali.

​«Sostenere un’opera complessa di tale portata, che attingerà a Partenariati Pubblico-Privati (PPP), fondi di coesione ed europei (Fesr, InvestEU), richiede solidità finanziaria e capacità tecnica di altissimo livello. È qui che entra in gioco la forza propulsiva degli strumenti di sistema di Legacoop. ​I nostri Consorzi Nazionali di produzione e servizi mettono a disposizione del territorio:

-Patrimonio tecnico e finanziario: esperienza consolidata nella realizzazione di grandi infrastrutture, rigenerazioni urbane complesse e gestione di project financing;

-Capacità di sintesi e garanzia: la struttura idonea per dialogare con banche, istituzioni regionali ed europee e con la futura Fondazione Calabria Congressi;

-Ricaduta diretta sul territorio: i consorzi nazionali agiscono da abilitatori e scudo, competono sui grandi volumi operativi, ma ripartiscono l’esecuzione e le lavorazioni sulle cooperative di lavoro locali, garantendo che la ricchezza prodotta e i posti di lavoro rimangano concretamente in Calabria.

​Come Legacoop ribadiamo la nostra piena disponibilità a confrontarci con le istituzioni e le forze economiche per far sì che Vaglio Lise diventi un modello virtuoso dove la grande infrastruttura si sposa con la sostenibilità ambientale, il lavoro di qualità e il riscatto sociale della comunità», conclude De Luca.

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