Migliaia di voci per il trionfo di Cristiano De André e l’incanto di Chiara Morelli, tra omaggi storici e promesse del cantautorato italiano
Il borgo di Celico si è confermato ancora una volta il cuore pulsante della cultura e della grande musica in Presila. Grazie alla splendida e curata organizzazione dell’Associazione Culturale SilAntica e dell’Amministrazione Comunale, la sedicesima edizione del Festival dell’Effimero ha regalato al pubblico pagine di rara bellezza, unendo la valorizzazione del territorio, l’impegno ambientale e grandi eventi d’arte ad ingresso gratuito.
Sebbene l’intero festival abbia saputo incantare residenti e visitatori con escursioni naturalistiche, trekking urbani e convegni storici, è sul palco del Pattinodromo “P. Beltrano” che si è consumata la vera magia: un incantesimo fatto di poesia, radici e talento puro.
Celico ha vissuto una serata che resterà impressa a lungo nella memoria collettiva, trasformandosi in un tempio a cielo aperto dedicato alla grande canzone d’autore italiana. Sotto il segno di Fabrizio De André, il comune calabrese è stato teatro di un evento straordinario, dove la storia della musica si è incontrata con la promessa del suo futuro più radioso. Il pubblico delle grandi occasioni non ha tradito le attese, accorrendo a migliaia per omaggiare Cristiano De André.
Un vero gigante della musica, che sul palco di Celico ha confermato la sua capacità di far vibrare le corde dell’anima. Con un’interpretazione viscerale e una padronanza strumentale impeccabile, Cristiano ha trascinato la folla in un viaggio emozionante, trasformando la piazza in un unico grande coro che ha cantato, applaudito e respirato all’unisono le immortali liriche paterne.
La serata ha vissuto momenti di forte suggestione fin dalle battute iniziali, grazie all’esibizione di apertura affidata alla giovane cantautrice calabrese Chiara Morelli. Fortemente legata alla poetica di Fabrizio De André – a cui ha dedicato il suo rigoroso percorso accademico – a Chiara è spettato il compito di rompere il ghiaccio, e lo ha fatto sfoggiando una voce cristallina e di straordinaria maturità.
La sua esibizione è iniziata con due perle del repertorio fabrizziano: Hotel Supramonte e Le acciughe fanno il pallone. Interpretazioni magistrali, in cui le sfumature del suo timbro hanno saputo rispettare l’austerità dei testi originali ammantandoli di una luce nuova, profondamente personale. Ma è stato attraverso la sua penna, che continua a cesellare brani di autentica poesia.
Il momento più alto e vibrante della sua performance si è raggiunto con la presentazione in anteprima del suo nuovissimo brano inedito, “Balla con me”, in imminente uscita su tutte le piattaforme digitali. Una canzone che porta la sua firma e che racchiude una scrittura curata, parole scelte con attenzione e melodie capaci di restare impresse, sostenute da una presenza scenica capace di riempire lo spazio e catturare l’attenzione di una piazza gremita.
La risposta del pubblico è stata immediata e calorosa, con applausi a scena aperta che hanno sancito il trionfo di un’esibizione impeccabile. Vedere Celico illuminarsi sotto la luce della buona musica è stato il coronamento ideale di questa edizione del Festival dell’Effimero. Mentre la maestosità di Cristiano De André faceva vibrare le corde dell’anima della folla, l’Associazione SilAntica ha fatto centro ancora una volta, offrendo una vetrina d’altissimo profilo a chi, con voce e penna, sta già scrivendo il domani della nostra musica.

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