L’associazione punta i riflettori su Autostazione e spazi pubblici: l’appello alle istituzioni civili, militari e religiose per la prevenzione e l’educazione dei giovani.
Codice Rosso
Dobbiamo liberare (finché saremo in tempo) le menti dei nostri ragazzi dai falsi miti del denaro, della ostentazione delle griffes e dell’apparire, della sopraffazione (soprattutto, quella della furbizia che vince sul merito), della legge del più forte (anzi, del più prepotente!) e, in generale, degli eccessi (da branco) che portano alla violenza sulle persone prima che sulle cose.
Contemporaneamente, attraverso esempi concreti, dobbiamo cercare di instillare, nelle stesse giovani menti, gli autentici Valori del Bene, del Rispetto del prossimo, della Comprensione, della “Bellezza” dell’aiuto da fornire ai più bisognosi (siano essi bambini, donne, malati o anziani).
Per farlo, dovremo sforzarci di insegnare la “condivisione” (quella vera, paritetica, non quella fatta solo da parole come “welfare partecipativo”, “tutte e tutti”, “inclusione sociale”, “resilienza”, etc.) e “occupare” pacificamente gli spazi pubblici, mettendo in minoranza chi non ha gli stessi valori né lo stesso rispetto per gli altri, costringendolo – se non a redimersi – quantomeno a “cambiare aria”.
Così facendo, potremo sperare di avere un mondo migliore, fatto di Donne e Uomini liberi di passeggiare e giocare con i propri bambini all’aperto, senza correre il rischio di pestare bossoli, cicche di sigaretta (o altro!) e, giusto per dirla tutta, deiezioni canine.
E, soprattutto, ci si potrà sentire liberi di andare in discoteca (senza correre il rischio di beccarsi una pistolettata, subire un pestaggio o una qualsiasi atroce violenza) oppure di prendere l’autobus in piazza autolinee a Cosenza, in tutta tranquillità e senza il rischio di trovarsi coinvolti in una rissa tra soggetti fortemente alterati con bottiglie rotte, pistole e coltelli in mano.
A tal proposito, cosa aspettano le massime Autorità civili, militari e (perché no!) religiose a mettere mano – in qualsiasi modo ma seriamente – a questi gravissimi problemi?
Aspettano che ci scappi il morto pure all’autostazione cosentina?
E, poi, cosa faremo?
Chiuderemo la stessa, annullando tutte le corse, con le stesse motivazioni con le quali si sono chiusi gli stadi, le discoteche e gli altri spazi pubblici, teatri di fatti gravissimi?
No, esiste un’altra strada ed è giunto il tempo di iniziare a percorrerla; per smettere di inseguire sempre e solo le emergenze, riscoprendo il concetto di programmazione e progettazione, anche del futuro prossimo.
Noi siamo pronti a dire la nostra…con rispetto, spirito critico e limpidezza d’intenti per la comunità; affinché non si debba più subire l’inerzia e l’insipienza di chi è stato messo in “cabina di regia” e passa il tempo a vivacchiare!
SCHIERARSI Cosenza

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