Le comunità del tirreno cosentino si stringono attorno alla famiglia dello storico dipendente di Poste Italiane. Un punto di riferimento per intere generazioni, ricordato anche dall’amministrazione comunale e dalla banda musicale cittadina.
Una profonda commozione attraversa in queste ore le comunità di Scalea, Santa Maria del Cedro e Verbicaro, segnate dalla morte dell’Accolito Istituito Giulio Vitale.
Una figura divenuta punto di riferimento per intere generazioni, non solo per la sua attività lavorativa in Poste italiane ma soprattutto per il discreto e costante impegno nella Chiesa e nella società civile.
Ieri mattina in tanti hanno preso parte alle esequie, concelebrate presso la Chiesa di San Giuseppe Lavoratore in Scalea.
Proprio in questa parrocchia, per decenni, ha svolto il servizio di Accolito e Ministro Straordinario dell’Eucaristia, rendendosi prossimo in particolare agli ammalati e ai sofferti. Dedicava loro ogni domenica e primo venerdì del mese, giorno in onore del Sacro Cuore di Gesù, portando il conforto della comunione sacramentale insieme a una buona parola.
La sua persona é stata fortemente legata a quella del compianto e ancora tanto amato parroco Don Michele Oliva, che coadiuvava nei servizi pastorali. Fra questi, si ricordano in particolare il percorso di fede nel Cammino Neocatecumenale e i pellegrinaggi.
In quegli anni ha saputo unire il servizio all’altare con la dedizione al lavoro e alla famiglia. Come ha ricordato Papa Leone XIV nell’Udienza Generale di oggi sulla Sacrosantum Concilium, la liturgia é composta da una dimensione umana e una divina. La sua vita é stata un esempio di come sia possibile rendere le attività quotidiane un prolungamento della liturgia, riconoscendo anche in esse una doppia dimensione.
San José Maria Escrivà sottolineava il fatto che il lavoro non è una mera necessità materiale, bensì il fulcro stesso della santificazione quotidiana e il mezzo privilegiato per elevare la società. La comunità é grata a Giulio Vitale perché con il suo essere ha contribuito alla diffusione di quei valori umani e cristiani che oggi sembraro essere smarriti, contribuendo nel suo piccolo a rendere migliori i luoghi di vita comune.
Per questa ragione anche il giorno della sua dipartita non sembra una casualità, poiché avvenuta nella festa di San Bartolomeo, l’Apostolo alla cui visone Gesù esclamò “ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità” (Gv 1,47).
É stato presente anche in tanti eventi della società civile, nei quali prestava servizio con discrezione. Tra questi, si ricorda in particolare quello svolto in occasione della prima fermata del treno Frecciarossa a Scalea.
Non si contano i messaggi di cordoglio che continuano a susseguirsi. Fra questi c’è anche quello dell’Amministrazione Comunale di Scalea che ha espresso profondo cordoglio e sincera vicinanza. Gli fa eco la Banda Musicale “Città di Scalea”, nella quale suonò per molti anni.
Al dolore per la sua dipartita, si unisce però la gratitudine della comunità cristiana per il dono della sua vita.
Nel 2008, quando gli venne conferito il ministero dell’accolitato, l’allora Vescovo Mons. Domenico Crusco di venerata memoria, sottolineò il fatto che tale ministero veniva conferito a vita. Oggi si può affermare che Giulio Vitale sia diventato un “accolito del cielo”, che continua a svolgere il suo servizio da lassù. Questo però invita anche chi rimane su questa terra a volgere lo sguardo verso il cielo e ad annunciare la Vita che non ha fine.

Vai al contenuto



