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Sicurezza a Cosenza, Bianca Rende: “Fatti concreti per l’Autostazione, il Governo destini risorse alle periferie”

La consigliera di opposizione sollecita la deputazione calabrese e accusa: “Serve riqualificazione sociale per ridurre le diseguaglianze”.

L’ennesimo episodio di violenza privata che ha avuto come teatro la zona dell’autostazione di Cosenza, dimostra una volta di più che con le dichiarazioni di impegno cui non conseguano fatti concreti non si va da nessuna parte.

I residenti sono sempre più esasperati e sfiduciati, pronti ad affidarsi a qualche sceriffo parolaio di turno, senza valutare nel merito i rischi di una politica di controllo e repressione che avrebbe senso solo se professionale e continuativa, basata su tecniche innovative, ma che finirebbe per ghettizzare ulteriormente un quartiere del quale bisognerebbe invece esaltare il pluralismo e la dinamicità.

Ecco perché, a mio avviso e come ripeto da tempo, il problema della sicurezza nell’area dell’autostazione come anche in quella di Vagliolise, del primo tratto di corso Telesio ed altre parti della città si deve affrontare, non solo con una collaborazione più effettiva ed efficace delle forze dell’ordine, ma soprattutto riportando in quel quartiere la vita pubblica cittadina: feste di comunità, presentazioni di libri, giochi per bambini nelle villette, antropizzazione positiva. 

La verità è che queste zone sono state abbandonate in questi anni, trasformate in quartieri ghetto e non già valorizzate come pertinenze del centro cittadino. Anche il decoro ha lasciato molto a desiderare, dimenticando la “teoria delle finestre rotte” per cui il disagio si annida laddove manca il decoro e la pulizia. Persino gli uffici dell’Asp sono fatiscenti, contribuendo ad una immagine generale assai decadente.

Rilancio pertanto la mia proposta di una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale in queste zone della città e la costituzione di un tavolo di collaborazione istituzionale con la partecipazione di una rappresentanza di cittadini in cui ognuno metta a disposizione interventi di riabitazione dei luoghi, concreti e misurabili. Pensiamo, ad esempio, allo straordinario valore che potrebbe avere un’apertura continuata della scuola con attività didattiche e culturali animate dai residenti. Ma pensiamo anche alla necessità di controllare la regolarità degli affitti, a volte frutto di approssimazione e spregiudicatezza.

Non si può non considerare, d’altra parte, che il tema della sicurezza non riguarda solo Cosenza ma che rappresenta un tema nazionale, l’ennesimo rispetto al quale il governo di destra si è mostrato incapace di fornire risposte esaustive incoraggiando un clima di diffidenza e di paura. Su questo auspichiamo che la deputazione in carica incalzi maggiormente i ministri competenti, compresa la sottosegretaria Ferro, perché si destinino risorse specifiche a progetti di riqualificazione che partano dalle persone e dai loro bisogni, ponendo le periferie al centro e riducendo le diseguaglianze sociali. Bisogna convincersene: perché si eviti la militarizzazione – anche impossibile – dei luoghi, e’ necessario che negli stessi abiti la fruizione comunitaria e civile degli spazi.

Bianca Rende – Consigliere comunale Cosenza

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