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TPL Calabria, USB contro la riforma: “Destra e sinistra litigano sulle gare, ma nessuno mette in discussione il mercato”

Via libera della IV Commissione alla legge su AMCAL. Il sindacato sollecita un cambio di paradigma: «Servono servizi pubblici fuori dalla logica del profitto e della concorrenza».

L’iter della riforma del trasporto pubblico locale calabrese prosegue in Consiglio regionale. Dopo le audizioni del 3 agosto e del 31 agosto, la IV Commissione ha esaminato e approvato a maggioranza la proposta di legge che istituisce AMCAL e supera ART-CAL, intervenendo sul testo con numerosi emendamenti.

In attesa di conoscere il testo definitivo che arriverà in Consiglio regionale, un dato appare però evidente: l’impianto generale della riforma resta quello già delineato nella proposta originaria. AMCAL sarà il soggetto regionale chiamato a organizzare i servizi, definire gli affidamenti, gestire i contratti e governare il bacino unico del TPL calabrese.

Il dibattito politico continua invece a concentrarsi prevalentemente sui ritardi accumulati dalla Regione, sulla mancata effettuazione delle gare, sulla costituzione di AMCAL, sui tempi necessari a renderla operativa e sulla sostenibilità economica della nuova Agenzia.

Questioni importanti, ma che rischiano di lasciare sullo sfondo quella decisiva.

Per USB Lavoro Privato il problema non è soltanto sapere quando partiranno le gare, quanti saranno i lotti o quale Agenzia dovrà organizzarli.

La domanda da porre è un’altra: perché il trasporto pubblico locale deve continuare a essere pensato come un mercato da affidare attraverso la competizione tra operatori?

Su questo terreno la distanza tra maggioranza e opposizione si riduce drasticamente.

La destra regionale costruisce AMCAL come soggetto pubblico destinato a programmare e organizzare gli affidamenti; l’opposizione contesta i ritardi, il metodo seguito e le contraddizioni tra il vecchio e il nuovo assetto, ma continua sostanzialmente a muoversi dentro lo stesso modello fatto di gare, lotti e concorrenza per il mercato.

Si discute dunque di come organizzare il mercato, non se quel mercato rappresenti davvero la soluzione migliore per garantire il diritto alla mobilità.

USB ritiene che sia arrivato il momento di cambiare paradigma.

Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, finanziato prevalentemente con risorse pubbliche, indispensabile nelle città quanto nelle aree interne e nei territori a domanda debole. Non può essere organizzato mettendo al centro la redditività dei contratti e lasciando che il lavoro diventi la variabile attraverso cui recuperare margini ed efficienza.

La tutela dei lavoratori non può esaurirsi nelle clausole sociali da applicare ogni volta che cambia un affidatario.

Occorre evitare a monte che lavoratori e servizi siano continuamente sottoposti a cambi di gestione, gare, subaffidamenti e riorganizzazioni dettate dalle esigenze economiche degli operatori.

Per questo USB rivendica la ripubblicizzazione del TPL, la costruzione di un soggetto pubblico capace di integrare ferro e gomma e una programmazione che parta dai bisogni di mobilità dei cittadini, dalle condizioni di lavoro e dall’equilibrio territoriale, non dal mercato.

Una scelta ancora più urgente mentre, a livello nazionale, il finanziamento del TPL viene rimesso in discussione dalla fiscalizzazione del Fondo nazionale e dal rischio di minori e meno certe risorse per Regioni e Comuni.

Se diminuiscono le risorse pubbliche e contemporaneamente si affida al mercato l’organizzazione dei servizi, il risultato è prevedibile: meno corse dove il servizio è meno redditizio, maggiore pressione sui costi del lavoro, incremento dei subaffidamenti e progressivo arretramento del pubblico.

La Calabria ha bisogno dell’esatto contrario.

Ha bisogno di un progetto che consideri il trasporto pubblico un diritto sociale e uno strumento di riequilibrio territoriale, inserito dentro una strategia nazionale.

Per questo USB continua a rivendicare un Piano Nazionale della Mobilità, capace di superare la frammentazione regionale, garantire livelli uniformi di servizio sull’intero territorio nazionale, assicurare finanziamenti strutturali e ricondurre il trasporto collettivo sotto una forte responsabilità pubblica.

Il problema non è fare prima le gare.
Il problema è continuare a pensare che la gara sia l’unico futuro possibile del trasporto pubblico.

USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria

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