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Scuole ad Altomonte, Pacienza: “Aule bollenti per i ragazzi, ma per la Fanfara spesi 19mila euro”

Polemica a ridosso della prima campanella del 15 settembre. La delibera dei Commissari Prefettizi fa discutere per la gestione delle priorità comunali.

di Francesco Pacienza

Il 15 settembre suonerà la prima campanella dell’anno scolastico anche ad Altomonte. Per i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie sarà il momento di riprendere i banchi, ma la vera incognita che pende sull’avvio delle lezioni non riguarda i programmi didattici, bensì la tenuta termica del corpo umano. Con proiezioni climatiche che prevedono temperature fino a 9 o 10 gradi sopra la media stagionale per tutto il mese di ottobre, viene da chiedersi: le aule sono davvero idonee a ospitare gli alunni o ci troviamo di fronte a dei mini-forni didattici?

L’edificio scolastico in questione è stato oggetto di lavori di adeguamento sismico durati quasi cinque anni, per un importo complessivo che supera il milione e 200 mila euro. Un investimento imponente e doveroso per la sicurezza. I progettisti, previdenti, hanno ben pensato all’impianto di riscaldamento per i mesi invernali; peccato che abbiano del tutto dimenticato che il pianeta si sta scaldando e che un impianto di raffrescamento sarebbe stato quantomeno logico, se non indispensabile. Le aule, ambienti contenuti non più grandi di 25 metri quadri, montano vetrate teoricamente termiche, ma di cui nessuno conosce con certezza la reale classe di efficienza energetica. Il rischio “effetto serra” in classe è più che un’ipotesi.

In questo quadro di incertezza climatica e strutturale, l’Amministrazione comunale – attualmente guidata dai Commissari Prefettizi – ha mostrato una tempestività d’azione invidiabile, ma per tutt’altro capitolo di spesa. Con la delibera n. 47 del 1° settembre 2026, sono stati stanziati con fondi di bilancio oltre 19 mila euro per l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri.

Sia chiaro: nessuno mette in discussione l’altissimo valore culturale, civile e istituzionale della Fanfara, un’eccellenza che Altomonte ha già avuto il piacere di ospitare nella splendida cornice del suo teatro all’aperto. Ciò che lascia sconcertati è la scala delle priorità. Ci si sarebbe aspettati un’analoga celerità – siamo fiduciosi e speranzosi nel buon operato dei Commissari prefettizi – nel reperire le risorse necessarie per dotare di condizionatori le 15 aule del plesso scolastico, garantendo a studenti e docenti condizioni di lavoro vivibili.

L’antica formula del panem et circenses sembra tornare di grande attualità: si offre il grande spettacolo per sollevare lo spirito, mentre le esigenze primarie e materiali restano al palo. E ad Altomonte le priorità quotidiane non mancano di certo: dalla viabilitàconstrade comunali ridotte ormai a percorsi di guerra, dove schivare le buche è diventato uno sport estremo. Per non parlare dell’igiene e decoro urbano anch’esso ridotto ad un servizio di pulizia e spazzamento nei vari quartieri che lascia molto a desiderare. Per non parlare della rete idrica, un’infrastruttura obsoleta e fatiscente che cade a pezzi un giorno sì e l’altro pure. Giusto per citarne alcune.

Iniziare a risolvere questi problemi concreti avrebbe permesso di accogliere l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri sotto un’altra luce: non come un evento percepito per “eletti” e privilegiati provenienti da fuori, ma come un momento di vera festa e orgoglio comunitario, partecipato massicciamente da tutta la popolazione.

Mentre si provvede alla musica, per le 15 classi del plesso non resta che sperare in un’improvvisa e provvidenziale ondata di fresco. In caso contrario, ai nostri ragazzi non rimarrà che consolarsi: le aule saranno anche infocate, ma almeno saranno state benedette dalle note della Fanfara.

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