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Libri, autori ed editori: il 12 e 13 settembre Rose ospita il Festival dell’Editoria Calabrese

Il 12 e 13 settembre torna a Rose il Festival dell’Editoria Calabrese, nato dalla volontà di un’associazione composta da giovani rositani, convinti che proprio nei piccoli paesi la cultura debba tornare a essere presenza, incontro e possibilità.

Un appuntamento con i libri, con chi li scrive e con chi li fa vivere. A Rose ritorna il Festival dell’Editoria Calabrese, ideato e realizzato dall’associazione culturale Oltre e inserito nell’ambito della Settimana della Cultura organizzata dal Comune.

L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, si propone di restituire centralità al libro quale strumento privilegiato di incontro, conoscenza e memoria, attraverso un programma dedicato agli autori, agli editori e alle molteplici espressioni della cultura calabrese.

Riflettori accesi sulle piccole case editrici calabresi, realtà spesso lontane dai grandi circuiti editoriali ma profondamente radicate nei territori, capaci di custodirne la storia, le voci e l’identità.

«Il Festival dell’Editoria Calabrese – afferma il vicepresidente dell’associazione Oltre, Franco Capalbo – nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio culturale che troppo spesso rimane ai margini: quello delle piccole comunità, dei paesi, delle storie locali, delle memorie familiari e collettive che trovano nella pagina scritta una possibilità di sopravvivere al tempo. È una cultura che non pretende di essere universale perché, prima ancora, sente la necessità di essere autenticamente locale; una cultura che parte dai luoghi per parlare al mondo.

In questa prospettiva, l’editoria calabrese rappresenta un presidio culturale di particolare valore. Come ci ricorda Corrado Alvaro, “la civiltà di un paese è la sua cultura”: coltivarla significa preservare ciò che siamo e, insieme, costruire ciò che saremo. Anche Leonida Repaci, nel raccontare la sua Calabria grande e amara, ha restituito alla letteratura una terra fatta di paesaggi, contraddizioni, bellezza e soprattutto persone. Nel celebre incipit della sua opera immagina la regione come un “capolavoro” modellato dalle mani del Creatore: un’immagine potente che racconta il rapporto profondo, quasi fisico, tra una comunità e la propria terra».

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE

Il Festival prenderà il via sabato 12 settembre, alle ore 17:30 presso la Villetta comunale di Via Italia, con l’inaugurazione della biblioteca all’aperto “Paolo Gencarelli”. Dopo gli interventi del Sindaco Roberto Barbieri e dei Delegati della Consulta Giovanile (promotrice dell’installazione della biblioteca), interverranno Franco Capalbo per l’Associazione Oltre, Corinne Bria per l’Associazione L’Orizzonte e Attilio Sebastiano Palermo per il Circolo degli Incauti.

La giornata proseguirà con le presentazioni dei libri “Sono un arbëresh” di Francesco Donnici e Giovanni Manoccio e “Il tempo del male” di Santo Gioffrè. A dialogare con gli autori, l’assistente sociale Maria Rosa Vuono, il ricercatore UniCal Paolo Caputo e il delegato alla cultura del comune di Rose Antonio Canino.

La seconda giornata, domenica 13 settembre alle 17:00, avrà invece come scenario il Castello comunale.
Dopo l’introduzione di Antonio Canino, l’intervento di Franco Capalbo e i saluti degli editori presenti, il pomeriggio sarà dedicato a una serie di incontri con autori e opere che, attraverso prospettive e linguaggi differenti, rappresentano la ricchezza della produzione editoriale calabrese: da “Una stella nei campi” di Giuseppe Gervasi e “Il corpo espiatorio” di Giulia Savarelli” (editi da Vintura), a “Cresciuti nel quartiere” di Giuseppe Schiumerini e “Raccontami il buio com’è” di Marcostefano Gallo (pubblicati da Le Pecore Nere editorial), fino ad “Eterea” di Luisa Pecora, edito da Ilfilorosso.

Un festival che non vuole soltanto presentare libri, ma creare uno spazio di incontro attorno ai libri; non soltanto promuovere editori, ma riconoscere il valore del lavoro culturale che nasce dal basso e che, spesso, proprio nei piccoli centri trova le sue radici più autentiche.

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