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A Fiumefreddo Bruzio l’XI Premio Alveare di Confapi Calabria

“Rigenerare. Innovare. Connettere”: una serata dedicata alle energie migliori della Calabria

Sarà Largo Torretta, a Fiumefreddo Bruzio, la suggestiva terrazza affacciata sul mare, a ospitare questa sera l’XI edizione del Premio Alveare di Confapi Calabria, il riconoscimento nato per valorizzare persone, imprese, istituzioni e realtà che, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, contribuiscono alla crescita della Calabria.

Un appuntamento che arriva dopo il traguardo dei primi dieci anni del Premio, celebrato con la X edizione, e che apre ora una nuova fase nel segno di tre parole: “Rigenerare. Innovare. Connettere.”

Tre verbi che raccontano la Calabria che Confapi Calabria vuole mettere al centro: una regione capace di rinnovarsi, di valorizzare le proprie competenze, di generare nuove opportunità e di costruire connessioni tra imprese, istituzioni, territori e persone.

Il Premio Alveare nasce nel 2016 da un’idea di Francesco Napoli, Presidente di Confapi Calabria e Vicepresidente nazionale di Confapi. Un’intuizione nata dalla volontà di raccontare una Calabria diversa, attraverso le storie di chi ogni giorno crea valore, investe, innova e contribuisce allo sviluppo dei territori.

In dieci anni il Premio è cresciuto insieme a questa visione, diventando un appuntamento capace di andare oltre i confini regionali. La sua storia racconta infatti una Calabria che dialoga con il resto del Paese e che sa portare all’interno dei propri territori esperienze, competenze e protagonisti del mondo imprenditoriale, istituzionale, professionale, della ricerca e della società civile.

Un percorso che trova nella presenza di importanti personalità nazionali uno dei suoi elementi distintivi e che conferma la capacità di Confapi Calabria di costruire relazioni e connessioni che partono dal territorio ma guardano ben oltre il territorio.

La serata di questa XI edizione sarà ancora una volta un racconto di talento, responsabilità, coraggio e visione.

Tra i riconoscimenti assegnati, anche il Premio Alveare alla Legalità, dedicato a chi ha fatto della tutela del bene comune e della cultura della legalità una scelta quotidiana; il premio alla memoria di Emanuele Giacoia, che quest’anno assume un particolare valore nel segno del giornalismo e della memoria; e il riconoscimento Ninetto Quattrone, intitolato a una figura storica di Confapi Calabria e dedicato all’imprenditorialità e alla capacità di generare sviluppo.

Spazio anche ai giovani, alla ricerca e all’innovazione, alla sostenibilità, alla sicurezza sul lavoro, alla sanità, al turismo e alle imprese che hanno scelto di investire nel territorio calabrese.

Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra Confapi Calabria, ricerca, innovazione e territorio, con il riconoscimento di esperienze legate alla collaborazione con ENEA e al progetto Italia in Classe A, che ha visto Cosenza protagonista come primo laboratorio urbano nazionale.

La serata sarà inoltre l’occasione per valorizzare alcune importanti realtà imprenditoriali del territorio di Cirò, a testimonianza di una Calabria capace di costruire crescita attraverso turismo, enogastronomia, cultura d’impresa e valorizzazione delle proprie identità.

«Il Premio Alveare nasce dalla convinzione che raccontare le eccellenze significhi raccontare la Calabria che vogliamo costruire– afferma Francesco Napoli, Presidente di Confapi Calabria e Vicepresidente nazionale di Confapi –. Dopo dieci anni, il Premio continua a rappresentare uno spazio nel quale mettere insieme esperienze diverse, riconoscere il valore delle persone e delle imprese e guardare al futuro con fiducia. “Rigenerare, innovare, connettere” non sono soltanto parole, ma tre direzioni lungo le quali costruire sviluppo e nuove opportunità per il nostro territorio».

L’XI Premio Alveare sarà condotto da Francesca Benincasa, vicepresidente di Confapi Calabria, e vedrà alternarsi sul palco premi, testimonianze e contributi video, dando voce alle storie e ai percorsi dei protagonisti.

Con l’XI edizione, dunque, l’Alveare riparte dai suoi primi dieci anni per guardare al futuro, continuando a raccontare una Calabria che non si limita a resistere, ma sceglie di costruire, innovare e creare connessioni.

Una Calabria che parte dai propri territori, ma non si ferma ai confini regionali.

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