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Cosenza, inaugurazione d’autore al Liceo Telesio: Giacomo Triglia e Max Mazzotta incontrano gli studenti

Un avvio d’anno scolastico tra arte, visione del futuro e creatività. Il dirigente Domenico De Luca: «Oltre il dovere burocratico, per riscoprire la bellezza dello studio».

Una giornata intensa, ricca di spunti di riflessione e particolarmente proficua quella che ha segnato l’inaugurazione del nuovo anno scolastico al Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza. Un auditorium gremito e partecipe, affollato da giovani studenti e dai genitori dei neo iscritti, ha fatto da cornice a un evento che ha saputo coniugare la tradizione educativa con le sfide del mondo contemporaneo.

Protagonisti d’eccezione dell’incontro sono stati il regista e autore di videoclip Giacomo Triglia e l’attore e regista Max Mazzotta, due eccellenze del territorio che hanno condiviso con i ragazzi le proprie esperienze umane e professionali, stimolandoli a guardare al futuro con curiosità, passione e spirito critico.

Triglia ha raccontato il suo percorso e la filosofia che ha guidato tutta la sua carriera:

«E’ importante cercare di invogliare questi ragazzi che iniziano questa nuova avventura nel mondo degli adulti. Il motore di tutto? Sicuramente la curiosità. Io sono uno che è sempre andato avanti con la curiosità e soprattutto vivendo il lavoro che faccio come un gioco.»

Ha poi voluto lanciare un messaggio di auspicabile leggerezza e passione rivolto ai giovani che muovono i primi passi al liceo:

«Bisogna vivere tutto con estrema leggerezza senza appesantirsi in alcun modo. Secondo me questo è il modo giusto per affrontare la vita in generale. L’arte deve entrare nella vita di tutti i giorni: per me è così, il mio lavoro non prescinde dalla mia vita privata e viceversa, sono un tutt’uno.»

Ricordando i suoi esordi da autodidatta, Triglia ha ripercorso il suo cammino di “nerd” appassionato di tecnologia: dai primi esperimenti sul campo, ai libri divorati, fino ai sacrifici che lo hanno portato alla svolta professionale con la celebre collaborazione con Brunori Sas. Un percorso che lo ha visto prima “migrante interregionale” da Reggio Calabria a Cosenza – all’epoca realtà culturale vivace e stimolante – e poi viaggiare per il mondo grazie alle collaborazioni straordinarie che lo hanno consacrato ai massimi livelli delle produzioni musicali.

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’attore e regista Max Mazzotta che ha posto l’accento sulla delicatezza dell’età liceale — una fase di transizione fondamentale sospesa tra l’infanzia e la maturità — evidenziando il ruolo determinante del mondo adulto:

«Incontrare gli studenti è sempre una cosa fantastica, specialmente in questa fascia d’età: non sono della scuola media e non sono all’università, sono in quell’età di mezzo che è bellissima ma difficile. Per comunicare con loro ci vuole quasi una vocazione. È proprio questa l’età in cui i ragazzi scoprono i loro talenti. Il problema, o la cosa bella, è riuscire a capirli e stimolarli, accompagnarli verso il loro talento. Spesso noi adulti siamo talmente distratti dalla nostra vita che a volte non ci accorgiamo che dei ragazzi hanno delle attitudini e li lasciamo un po’ soli. Ecco, invece noi dobbiamo stare molto più attenti.»

Quanto al teatro Mazzotta ha riflettuto sull’inclinazione naturale dell’essere umano verso la narrazione e il palcoscenico fin dai primi anni di vita:

«Il fatto di essere osservati, di attirare l’attenzione, accade fin da quando siamo piccoli: “Facci sentire questa canzoncina, fai vedere…” Oppure nel gioco: i ragazzi interpretano tanti personaggi, inventano storie. Diciamo che il teatro fa parte del DNA dell’essere umano. Poi, da lì a farlo diventare una vocazione, un mestiere o un talento riconosciuto, entra in gioco una questione culturale. Piano piano la vita busserà alla porta di questi ragazzi: magari qualcuno più sensibile riuscirà ad andare avanti su questa strada, altri sceglieranno percorsi differenti, ma ciò che conta è non lasciarli soli.»

Durante il dibattito è emersa con forza la necessità di offrire ai giovani d’oggi spazi reali in cui sperimentarsi. In un’epoca caratterizzata da un’overdose di stimoli digitali e risposte immediate, il rischio è che venga meno la propensione alla ricerca autonoma e alla sana fatica dello studio.

I due artisti non hanno avuto un atteggiamento di condanna verso l’Intelligenza Artificiale:

Nessun muro ideologico. L’AI è parte integrante della modernità e del futuro- ha sottolineato  Mazzotta- l’errore non sta nella tecnologia in sé, ma nel farne un uso improprio”.

Un conto è quando lo scroll sul telefono avviene per una ricerca mirata, guidata da un’idea precisa e da una visione chiara; un altro conto è lo scroll fine a sé stesso, che non lascia nulla nelle menti. L’AI è uno strumento, ma la visione resta umana”.

Il Dirigente Domenico De Luca si è detto soddisfatto di un’apertura d’anno all’insegna della semplicità, autenticità e profondità. “L’obiettivo della scuola è superare la concezione dello studio percepito come mero dovere burocratico per far scoprire agli studenti la bellezza nascosta nei libri, nei grandi autori e nei maestri del passato. Sviluppare il pensiero laterale e la creatività significa imparare a guardare le cose piccole con occhio critico e poetico, ponendo le basi per un futuro migliore e Triglia e Mazzotta sono stati due testimonial d’eccezione”. 

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