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Caro gasolio oltre i 2,20 euro, l’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria: “Il contratto sociale è spezzato”

L’ente lancia l’allarme sulla crisi dei lavoratori monoreddito calabresi condannati alla marginalità: le spese mensili per la mobilità superano ormai i 400 euro.

L’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria lancia oggi un allarme indifferibile di fronte a una crisi sociale senza precedenti, acuita amche da un caro-carburanti ormai fuori controllo. Con il prezzo medio del diesel che ha toccato il record storico nazionale di 2,246 euro al litro sulla rete stradale ordinaria e superato i 2,3 euro in autostrada, ci troviamo di fronte a una vera e propria tassa regressiva che sta condannando milioni di lavoratori a una condizione di nuova povertà.

​I dati e le testimonianze che quotidianamente ci raggiungono delineano un quadro drammatico. Pur rinunciando al superfluo o ai viaggi all’estero e tagliando drasticamente sulle spese di prima necessità non si riescono più  a coprire i costi della mobilità. ​Emblematica e intollerabile è la condizione vissuta da migliaia di operai e lavoratori  monoreddito nella nostra regione e nel Paese. Di fronte a salari inchiodati  attorno ai 1.300 euro mensili, un lavoratore che deve percorrere decine di chilometri per recarsi  al lavoro si trova a sostenere una spesa mensile per il carburante che supera i 400 euro. Oggi, recarsi a fare rifornimento si traduce in una beffa grottesca e insostenibile: con 20 euro si acquistano appena 8 litri di gasolio, mentre in passato la stessa cifra garantiva circa 15 litri. Un’autovettura, che per milioni di pendolari, docenti fuorisede e lavoratori non è un lusso, ma l’unico strumento strutturale per raggiungere il posto di lavoro, è stata trasformata in un bene inaccessibile.

​A questa emorragia finanziaria si somma l’effetto domino devastante generato dal trasporto su gomma: l’aumento dei costi logistici si abbatte direttamente sui beni di consumo e sul carrello della spesa, erodendo quel poco che resta dei salari fissi. ​L’Osservatorio Regionale delle Povertà riceve numerosissime telefonate e richieste d’aiuto disperate da parte di lavoratori monoreddito, famiglie e soggetti storicamente estranei ai circuiti della marginalità che oggi precipitano anche nella povertà energetica e dei trasporti. Quando persino il diritto elementare di andare a lavorare, di riscaldare la propria abitazione o di mettere un pasto in tavola viene subordinato alla speculazione internazionale, il contratto sociale si rompe irrimediabilmente.

​Per questi motivi, l’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria chiede con forza alle istituzioni nazionali e regionali di assumere provvedimenti urgenti e strutturali: Interventi incisivi e permanenti sul prezzo dei carburanti, sterilizzando l’impatto delle accise e contrastando ogni peculazione lungo la filiera energetica. ​Potenziamento immediato e mirato degli aiuti selettivi per i redditi bassi e medi, schiacciati dall’aumento del costo della vita e troppo spesso esclusi dalle soglie di accesso ai bonus, attraverso strumenti di sostegno diretto al reddito e alla mobilità lavorativa.

​Misure straordinarie di calmiere sulle bollette energetiche e sui beni di prima necessità, per restituire potere d’acquisto ai salari e garantire che la transizione e le crisi globali non vengano scaricate unicamente sulle spalle delle fasce più deboli. Lavorare non può significare lavorare unicamente per pagarsi il carburante necessario a raggiungere il posto di lavoro. La legalità e la giustizia sociale si radicano difendendo la dignità dei lavoratori e impedendo che la sopravvivenza diventi l’unica prospettiva concessa ai cittadini.

Osservatorio Regionale delle Povertà – Calabria

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