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Sanità a Corigliano-Rossano, l’allarme di Stasi: “Zecche in ospedale ed emodinamica cancellata”

Il sindaco Flavio Stasi raccoglie le drammatiche segnalazioni dei familiari dei ricoverati e attacca i vertici aziendali. Sotto accusa l’abbandono strutturale dei presidi territoriali e lo smantellamento programmato dei servizi d’emergenza.

In questi anni abbiamo sottolineato più volte come l’operato del Governatore-Commissario sia totalmente finalizzato alla demolizione della sanità pubblica e alla trasformazione definitiva del diritto alla salute dei calabresi in un centro di potere politico-economico.

Solo per restare agli ultimi anni, vale la pena ricordare la cancellazione del servizio salvavita di Emodinamica per i cittadini dei territori di Vibo Valentia, Lamezia Terme, Paola e Corigliano-Rossano, ovviamente dopo aver usato, durante la campagna elettorale del 2025, atti che dicevano l’esatto contrario; l’accentramento e, quindi, la soppressione di unità operative importanti negli Spoke; il finanziamento milionario a favore di privati per servizi come l’Assistenza Domiciliare; la totale mancanza di trasparenza nelle procedure di reclutamento e così via.

Proprio in queste ore, con la Delibera 1289 del Commissario De Salazar – uno degli ultimi atti da Commissario dell’ASP – vengono di fatto soppresse tutte le unità di Anatomia Patologica degli Spoke e trasformate nello sgabuzzino dell’Anatomia Patologica dell’Ospedale di Cosenza, che lo stesso De Salazar aveva già devastato negli anni scorsi. Il tutto secondo il motto: «accentrare, sopprimere, privatizzare».

Non da ultimo, ho denunciato la tendenza a trasferire su strutture private non più soltanto pazienti che hanno bisogno di prestazioni urgenti, ma persino banali ricoveri nei reparti “freddi”, come Medicina e reparti analoghi. Una vergogna per la quale l’attuale gestione commissariale-presidenziale resterà nella storia.

Tutto questo avviene nel più totale e imbarazzante silenzio di tutti i circoli locali di centrodestra – chissà se almeno all’interno dei partiti gli fanno dire una parola – e con alcune geniali difese da parte di poltronieri regionali che meritano, invece, un sincero riconoscimento. Tra queste spicca la “teoria della percezione”, secondo la quale la nostra sanità sarebbe ottima ma – per colpa di denunciatori seriali come me – sarebbe “percepita” male. In pratica, secondo tale illuminata teoria del centrodestra, i calabresi non sarebbero altro che degli idioti incapaci di dare un proprio giudizio sulla qualità del servizio sanitario ricevuto – nei rari casi in cui lo ricevono – perché imbambolati da qualche articolo di stampa e da qualche post del Sindaco di Corigliano-Rossano.

Si tratta, a ben vedere, di un insulto a migliaia di persone, costrette ogni anno a fare migliaia di chilometri e a spendere fior di quattrini – che non hanno – solo per ricevere servizi sanitari minimi, da Paese civile, per i quali già pagano le tasse.

Tale mirabolante teoria mi è tornata in mente proprio in queste ore, dopo essere stato contattato da alcuni cittadini con gravi e delicate condizioni sanitarie, i quali, scioccati, mi hanno segnalato che uno o più reparti del nostro ospedale sarebbero invasi, da più giorni, dalle zecche.

Sia chiaro: un’emergenza temporanea, brevissima e improvvisa può accadere dappertutto, ma davvero faccio fatica a credere che la struttura più importante e delicata sotto il profilo igienico-sanitario possa essere invasa dalle zecche per giorni. Pertanto, a questi zelanti cittadini ho risposto come mi è stato insegnato dal centrodestra: probabilmente quelle che hanno visto per giorni – anche addosso ai propri parenti – non erano zecche, ma una “percezione delle zecche“.

Se questo fosse vero, non si tratterebbe di uno scandalo. Si tratterebbe semplicemente delle conseguenze dell’abbandono politico delle strutture sanitarie, della precisa scelta di smantellare la sanità pubblica sui territori, trasformando ogni calabrese in un limone da spremere nel momento del bisogno. Una strategia frutto di continui e sistematici atti politico-amministrativi emanati dal Commissario alla Sanità, dalla Giunta Regionale e dai vertici sanitari da loro nominati.

Quella della “percezione delle zecche” non è una banale denuncia – i cittadini saprebbero farla meglio di me – ma “solo” la drammatica conferma dell’esigenza urgente di ribaltare totalmente l’organizzazione sanitaria calabrese. E, per farlo, di certo serve una classe politica regionale profondamente diversa da quella attuale.

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