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Rende, al via la cerimonia conclusiva del Premio Letterario “Far le parti eguali fra disuguali”

Domenica 27 settembre all’Hotel San Francesco la cerimonia promossa dal “Club della Poesia”. Partecipazioni da tutta Italia e dall’estero nel segno di Don Lorenzo Milani.

 Domenica 27 settembre, presso l’Hotel San Francesco di Rende, si svolgerà  la cerimonia del Premio Letterario Internazionale “Far le parti eguali fra disuguali”, organizzato dall’Associazione socio-culturale cosentina,“Club della Poesia”, di cui è fondatore il poeta Andrea Fabiani.

Sodalizio impegnato da molti anni nel sociale, nel volontariato e nel settore specifico  per la promozione e la divulgazione dell’Arte e della Letteratura, mediante molteplici iniziative culturali e progetti finalizzati al coinvolgimento dei giovani in nuove forme di scrittura creativa, ispirate a figure significative del panorama letterario e pedagogico, italiano ed europeo.
  Il contest  ha registrato l’alta partecipazione di poeti, narratori, saggisti provenienti non solo da tutte le regioni d’Italia, ma anche da tante nazioni estere (Argentina, Cile, Cuba, India, Messico, Perù, Spagna, Stati Uniti, Venezuela), a conferma del consenso e del successo conseguito nel tempo sino a dare prestigio all’evento conosciuto e apprezzato al di là dei confini nazionali.         

Hanno preso parte, altresì,  autori e autrici in erba, allievi e allieve delle Scuole Medie italiane e di altri paesi.        

I concorrenti si sono cimentati su  tipologie diversificate di scrittura: componimenti poetici, racconti  e saggi brevi, testi teatrali.     

La giuria, presieduta dal  prof. Rolando Perri, studioso donmilaniano, ha esaminato e valutato le opere  di profilo elevato in chiave contenutistico-formale sulla base di criteri docimologici stabiliti ex ante.       

Nel corso dell’incontro sarà assegnato il Premio “Cultura e Alta Formazione” al prof. Mario De Bonis, direttore dell’UNITER di Cosenza.

Sono risultati vincitori nelle relative sezioni: Gabriele Bagnoli (Firenze), Franca Amono (Cosenza), Giuseppe Mazzilli (Torino), Grazia Dottore (Messina), Mimma Carbone (Torino), Salvatore La Moglie (Cosenza).       

 E vincitrici, le seguenti istituzioni scolastiche: I.C. “Caduti di Cefalonia-Mazzini”-Torino, I.O. “Benedetto Croce” Lauro (AV), Scuola “Juan Francisco Bodega y Quadra”- Callao (Perù).

Il tema-guida è stato individuato nel credo pedagogico di don Lorenzo Milani (1923-1967).  

Il  prete fiorentino scomodo, fuori ordinanza e inviso alle  gerarchie ecclesiastiche.  

 Un religioso prestato alla scuola – quella atipica e irregolare da lui fondata a Barbiana nel comune di Vicchio (FI) – che ebbe il merito, con il libro “Lettera a una professoressa”, di scardinare e di mettere in discussione tutto il sistema scolastico italiano fino ad allora ammalato di classismo, selettivo e inadeguato alle esigenze formative delle giovani generazioni.          

 “Bocciare è come sparare in un cespuglio. Forse era un ragazzo, forse una lepre. Si vedrà a comodo”.  

Il sacerdote, nella sua prima esperienza pastorale a Calenzano (FI), tolse dalla parete della sagrestia il crocifisso per dare la possibilità ai lavoratori da alfabetizzare  – la sera sino a tarda ora – in primis di istruirsi, solamente in un secondo momentosarebbe venuta, liberamente, se consaputa e responsabile, la scelta religiosa.

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