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Da Ferramonti di Tarsia a Roma, la Calabria in musica: il viaggio di Ars Enotria tra memoria, storia e futuro

L’Orchestra Ars Enotria porta dalla Calabria alla capitale un progetto che unisce memoria, ricerca, giovani musicisti e dialogo tra culture. Il 3 ottobre l’appuntamento a Ferramonti di Tarsia, il 10 ottobre il concerto al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di Roma

Di Anna Maria Ventura

Ci sono percorsi che si misurano in chilometri e altri che si misurano in memoria. Il progetto “Un viaggio musicale dalla Calabria a Roma”, promosso da Ars Enotria APS, nasce proprio dall’incontro di queste due dimensioni. Un viaggio geografico che parte dalla Calabria e arriva nella capitale, ma soprattutto un percorso attraverso la storia, le culture, le tradizioni e le esperienze umane che la musica riesce a riportare nel presente.

Il primo appuntamento è fissato per il 3 ottobre 2026, alle ore 17.30, presso il Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia. Il secondo momento del progetto sarà il 10 ottobre 2026, alle ore 11, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di Roma.

Due luoghi profondamente differenti, ma legati da un unico linguaggio: quello della musica. A Ferramonti il progetto assume innanzitutto il valore della memoria; a Roma quella stessa memoria si apre a un pubblico più ampio e diventa occasione per raccontare una Calabria che attraverso la cultura dialoga con il resto del Paese.

Il primo appuntamento si svolgerà in un luogo nel quale la storia conserva ancora una delle sue pagine più dolorose. Il Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia ospiterà l’Orchestra Ars Enotria, diretta dal M° Manuel Reale, insieme alle voci narranti di Marco Tiesi e Andrea Russo e all’introduzione storica della professoressa Teresina Ciliberti. Al termine dell’iniziativa è prevista anche una visita guidata al campo.

La scelta del luogo non è casuale e conferisce al programma musicale un significato particolare. Le composizioni proposte richiamano infatti la presenza a Ferramonti di musicisti e artisti che, anche durante l’internamento, continuarono a trovare nella musica uno spazio di libertà, di relazione e di dignità.

Il programma di Ferramonti comprende Isko Thaler, “Ghettolied”, Kurt Sonnenfeld, “Ferramonti Walzer”, Zemer Atik, con un brano della tradizione, e “Jewish Festival” di AA.VV.

La musica, in questo contesto, non rappresenta semplicemente un accompagnamento al racconto storico. Diventa essa stessa una forma di memoria, capace di restituire una dimensione umana a una vicenda segnata dalla privazione, dalla paura e dall’incertezza.

Le figure di Isko Thaler e Kurt Sonnenfeld, legate alla storia musicale di Ferramonti, testimoniano come anche in una condizione di internamento la creazione artistica potesse diventare una forma di resistenza spirituale. Attraverso le loro composizioni, il passato torna a parlare al presente.

È la forza della musica: riuscire a trasformare una testimonianza storica in un’esperienza capace di coinvolgere, interrogare e creare consapevolezza.

Una settimana dopo, il viaggio proseguirà verso Roma. Il 10 ottobre, alle ore 11, il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri ospiterà il concerto che rappresenta l’approdo del percorso iniziato in Calabria.

Sarà un momento nel quale l’esperienza maturata a Ferramonti verrà restituita a una platea più ampia. La storia custodita in un luogo della Calabria raggiungerà così il cuore della capitale, portando con sé  il patrimonio della memoria e il volto culturale di una regione.

Nel programma romano troverà spazio anche Leon Levitch, con la sua Suite op. 7 per flauto, arpa e archi.

Il progetto nasce anche dal desiderio di Ars Enotria di portare a Roma un’immagine della Calabria diversa da quella spesso affidata agli stereotipi. Una Calabria raccontata attraverso la propria cultura, la ricerca, le tradizioni, la sensibilità artistica e il lavoro dei suoi musicisti.

A rendere concreto questo viaggio è l’Orchestra Ars Enotria, diretta dal M° Manuel Reale, espressione di un percorso nel quale si incontrano generazioni, esperienze e sensibilità differenti.

Dell’organico fanno parte il M° Claudia Pochini al flauto, Ibrahima Emilio Diop alle percussioni, il M° Francesco Mazzei alla fisarmonica, le arpiste M° Rosalba Cirigliano e Marika Filice, i violinisti M° Francesco Ricciuti, M° Mariella Veltri, Sophie Fernanda Caligiuri, Valentina Volpe e Cipriana Ionela Onescu, le viole del M° Anna Stella Cirigliano e Lorenzo Scarnati, il violoncello di Christian Arlia Ciombo e il contrabbasso di Jacopo Settino.

Un organico nel quale convivono esperienza e giovinezza, professionalità e formazione, provenienze diverse e differenti sensibilità culturali ed etniche.

È proprio questa pluralità a rappresentare una delle idee che hanno accompagnato Ars Enotria nel suo lungo cammino: la musica come spazio di incontro, nel quale le differenze possono imparare ad ascoltarsi e a dialogare.

Il progetto romano e quello di Ferramonti si inseriscono in una storia associativa che dura da quasi trent’anni.

Ars Enotria è nata con l’obiettivo di promuovere e diffondere le arti, valorizzare gli artisti, favorire la conoscenza delle diverse civiltà e, in modo particolare, riscoprire la storia della Calabria e i suoi valori millenari.

Nel corso degli anni questa vocazione si è tradotta in una molteplicità di attività: concerti, itinerari artistico-musicali, incontri letterari, convegni, attività di ricerca, produzioni discografiche, iniziative di solidarietà e progetti rivolti soprattutto alle giovani generazioni.

Una delle caratteristiche che hanno contraddistinto il percorso dell’associazione è stata la scelta di portare la cultura anche al di fuori degli spazi tradizionalmente deputati agli eventi artistici.

Borghi, chiese, musei, aree archeologiche e luoghi meno conosciuti sono diventati nel tempo scenari di concerti e iniziative culturali. In questa prospettiva, un concerto può trasformarsi nell’occasione per conoscere un territorio; un itinerario può diventare un incontro con la storia; un museo può trasformarsi temporaneamente in sala da concerto; una tradizione popolare può trovare nuova vita attraverso una diversa elaborazione musicale.

È una concezione della cultura intesa come una realtà viva, capace di muoversi, incontrare persone e generare nuove relazioni.

Una particolare attenzione è stata riservata da Ars Enotria alla musica popolare calabrese, considerata  un patrimonio ancora capace di parlare al presente.

Da questa attività di ricerca è nato l’Ars Enotria Ensemble, formato da giovani musicisti calabresi e impegnato nel recupero, nella rielaborazione e nella diffusione delle melodie della tradizione.

Il lavoro di ricerca e trascrizione ha permesso di riportare alla luce un patrimonio musicale antico, affidandolo a strumenti e sensibilità contemporanee. Da questa esperienza sono scaturiti concerti, produzioni discografiche e riconoscimenti, tra cui il Premio Cassano 2007, assegnato per l’attività di ricerca e valorizzazione della tradizione musicale calabrese.

Ma il percorso dell’associazione non si è fermato ai confini regionali.

Nel corso degli anni la musica di Ars Enotria ha raggiunto anche altri Paesi, attraversando il Mediterraneo e arrivando a Malta, Spagna e Grecia, fino all’Argentina.

La musica è diventata così uno strumento per costruire relazioni con altre culture e per mettere in comunicazione storie e comunità differenti.

Tra le esperienze più significative vi è il progetto dedicato a Nino Rota, che ha portato l’ensemble fino a Buenos Aires, rafforzando i legami tra la comunità calabrese e quella italo-argentina.

Numerosi altri progetti hanno intrecciato la musica con la poesia, l’archeologia, la spiritualità, la storia dell’arte e la letteratura.

Il percorso culturale dell’associazione ha incontrato figure e temi diversi, da Gioacchino da Fiore a Mattia Preti, da Pascoli ad Alda Merini, fino alle antiche civiltà mediterranee e alle tradizioni popolari. Esperienze differenti che Ars Enotria ha cercato di mettere in relazione, componendo idealmente un grande mosaico culturale.

Nel cammino dell’associazione non è mancata neppure la dimensione della solidarietà.

Concerti e iniziative sono stati dedicati nel tempo all’Argentina, all’Africa, alle popolazioni colpite dai terremoti, a Daniel Pearl, all’Ucraina e ad altre situazioni di difficoltà.

Anche in questo caso la musica è uscita dai confini della semplice esibizione artistica per diventare un gesto concreto di vicinanza e partecipazione.

Nel 2022 Ars Enotria ha assunto la veste di Ente del Terzo Settore, consolidando formalmente una vocazione già presente nella sua storia: promuovere cultura, partecipazione e consapevolezza, nella convinzione che la tutela del patrimonio  debba passare anche attraverso la formazione di cittadini capaci di riconoscerne il valore.

Un passaggio importante di questo percorso è rappresentato dalla nascita, nel 2019, del Laboratorio orchestrale Ars Enotria.

Dopo anni dedicati alla musica da camera, alla valorizzazione dei giovani interpreti e alla ricerca sulle tradizioni, l’associazione ha creato uno spazio nel quale Maestri e Allievi potessero incontrarsi nella pratica orchestrale.

L’obiettivo era imparare a suonare insieme e sviluppare, soprattutto, la capacità di ascoltarsi reciprocamente.

Il debutto del Laboratorio avvenne il 27 dicembre 2019 al Museo del Presente. L’esperienza fu successivamente interrotta dalla pandemia, per poi riprendere nel 2021.

Da quel momento l’Orchestra ha portato la propria musica in piazze, chiese, musei, borghi e luoghi naturali, partecipando a iniziative culturali e civili e costruendo progressivamente una propria identità.

Le esperienze maturate negli ultimi anni, dalla Sila a Cosenza, da Rende a Morano Calabro, da Castiglione Cosentino a Pedace, fino alle diverse edizioni del Muìnafest, raccontano un percorso nel quale la musica è diventata parte della vita culturale delle comunità.

L’Orchestra rappresenta dunque il punto d’incontro di una storia associativa che ha scelto di investire nelle persone, nella formazione, nei giovani e nella cultura come strumenti di crescita.

È proprio alla luce di questo percorso che la presenza dell’Orchestra a Ferramonti assume un significato particolare.

In quel luogo, durante gli anni dell’internamento, uomini provenienti da esperienze e Paesi diversi trovarono nella musica una possibilità di espressione, di relazione e di umanità condivisa.

Oggi, nello stesso luogo, saranno giovani musicisti e Maestri provenienti da esperienze differenti a dare voce, attraverso le note, a quella memoria.

È come se il tempo costruisse un ponte tra esperienze lontane: ciò che allora poteva rappresentare una forma di resistenza culturale e spirituale, oggi diventa un atto consapevole di memoria e conoscenza.

Da Ferramonti a Roma, il progetto attraversa così decenni di storia e affida alle nuove generazioni il compito di mantenere vivo il ricordo.

“Un viaggio musicale dalla Calabria a Roma” raccoglie in sé molte delle anime di Ars Enotria: la ricerca storica, l’amore per il territorio, la valorizzazione delle tradizioni, l’attenzione ai giovani, il confronto tra culture, la formazione artistica e la volontà di trasformare la memoria in un’esperienza concreta e condivisa.

La Calabria è il punto di partenza di questo racconto, ma non il suo limite.

Roma rappresenta l’approdo e insieme una nuova occasione di incontro. È il luogo nel quale la storia nata a Ferramonti può raggiungere un pubblico più vasto e nel quale la cultura calabrese può presentarsi attraverso il lavoro dei suoi artisti, dei suoi giovani e delle sue realtà associative.

Tra i due luoghi corre idealmente un filo fatto di melodie, parole, ricordi e volti.

È il filo della cultura, capace di attraversare le distanze e di riportare il passato nel presente, sottraendolo all’immobilità e restituendogli una voce.

Ferramonti sarà il luogo della memoria. Roma quello dell’incontro. L’Orchestra sarà il tramite. E la musica, ancora una volta, il viaggio.

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