Alle Grotte di Sant’Angelo una giornata promossa da Visit Sibaritide tra laboratori artigianali, masterclass sull’IA, showcooking e la rete dei Comuni del territorio.
A Cassano all’Ionio una giornata dedicata a tradizioni, sapori, artigianato, turismo, innovazione e musica. Protagoniste le comunità e le persone che custodiscono e fanno vivere il patrimonio del territorio.
La Sibaritide ha scelto di raccontarsi attraverso il “fare”. È questo il filo conduttore che ha attraversato ieri, domenica 27 settembre, il Festival Fàri – Tradizione, Esperienza, Emozione, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Visit Sibaritide presso l’Area Eventi – Polifunzionale delle Grotte di Sant’Angelo a Cassano all’Ionio.
Una giornata intensa, partecipata e ricca di appuntamenti, nella quale tradizione e innovazione si sono incontrate mettendo al centro non soltanto i prodotti e le eccellenze della Sibaritide, ma soprattutto le persone, le competenze, i mestieri, le imprese e le comunità che ogni giorno contribuiscono a costruire l’identità del territorio.
Il nome Fàri, termine dialettale locale che significa “fare”, si è trasformato così in una vera e propria filosofia della manifestazione: non limitarsi a osservare il patrimonio, ma conoscerlo attraverso l’esperienza diretta, ascoltarne le storie, scoprirne le tecniche e condividerne i sapori.
Grande partecipazione ha accompagnato i laboratori “Jemu a Fàri”, che hanno portato il pubblico dentro alcuni dei saperi più rappresentativi della Sibaritide e della Calabria. Dalla preparazione del pane con farine antiche alla trasformazione del latte in caciotta fresca, dalla tradizione del riso nella Piana di Sibari alla conoscenza delle Clementine di Calabria, fino al Limone di Rocca Imperiale, alla ceramica e all’arte del liutaio, i visitatori hanno potuto incontrare direttamente artigiani, produttori ed esperti. Un percorso che ha dato concretezza al concetto di patrimonio immateriale, mostrando come le tradizioni non siano soltanto memoria del passato, ma conoscenze vive che continuano a essere tramandate e reinterpretate.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla cultura arbëreshë e ai suoi costumi, a conferma della ricchezza e della pluralità delle identità che compongono la Sibaritide.
Fàri ha guardato anche al futuro, dedicando una parte della giornata alla formazione e agli strumenti che possono sostenere la crescita del territorio e delle imprese.
Le masterclass dedicate a neuromarketing, slow tourism, revenue management, dati, cybersecurity e intelligenza artificiale hanno offerto momenti di confronto su temi sempre più centrali per chi opera nel turismo, nella ricettività e nelle attività economiche locali.
Il pomeriggio è proseguito con “A Terra chi ‘nsegna – Dialogo con la Terra”, tavola rotonda dedicata al rapporto tra agricoltura, turismo, imprese e comunità. Un confronto che ha coinvolto rappresentanti istituzionali, imprenditori e realtà del territorio, mettendo in evidenza la necessità di costruire percorsi condivisi di valorizzazione e sviluppo della Sibaritide.
Uno dei momenti più attesi della giornata è stato lo showcooking “I sapori della Sibaritide”, curato da APCI Calabria, durante il quale i maestri cuochi calabresi hanno reinterpretato e valorizzato le produzioni locali attraverso la preparazione dal vivo di un piatto della tradizione.
Per tutta la giornata, inoltre, il pubblico ha potuto conoscere e degustare le produzioni del territorio grazie al Percorso Sensoriale del Gusto e al Mercato dei Produttori Locali, con protagonisti formaggi, pane, olio, conserve, dolci, vini e frutta di stagione.
La presenza dei produttori ha trasformato il festival in un luogo di incontro diretto tra chi realizza le eccellenze del territorio e chi le conosce, le acquista e le porta con sé.
Importante anche la partecipazione dei Comuni, presenti con proprie postazioni dedicate alla promozione delle attrazioni turistiche e delle opportunità dei rispettivi territori. Oriolo, Trebisacce, Villapiana, Alessandria del Carretto, Civita, Montegiordano, Cerchiara di Calabria, Rocca Imperiale e Cassano all’Ionio hanno contribuito a costruire un racconto corale della Sibaritide, mettendo in rete luoghi, esperienze e possibilità di visita. Una presenza che ha rafforzato uno degli obiettivi principali del festival: favorire una maggiore conoscenza reciproca tra territori e promuovere una visione condivisa della Sibaritide come destinazione turistica e culturale.
Accanto ai momenti dedicati alla formazione e alla valorizzazione delle produzioni locali, Fàri ha proposto anche numerose attività rivolte al pubblico e alle famiglie.
Durante la giornata sono stati attivi il punto informazioni turistiche dell’APS Visit Sibaritide, “Gioca & Vinci”, la diretta di Ionica Radio – Voci dalla Sibaritide, la postazione Sibari Fly e le attività di mobilità sostenibile proposte da Emotion Sharing.
A chiudere la manifestazione è stata la musica dal vivo degli Zinharua, che dalle 20.30 ha accompagnato il pubblico in un momento finale di festa e condivisione.
Il Festival Fàri ha rappresentato, dunque, un momento di incontro tra tradizione ed innovazione, cultura ed economia, comunità e turismo, confermando la necessità di mettere in relazione le diverse anime del territorio per trasformare il patrimonio della Sibaritide in esperienza, conoscenza e nuove opportunità.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione di Promozione Sociale Visit Sibaritide e, secondo il programma ufficiale, sostenuta e co-finanziata dalla Regione Calabria attraverso i fondi POC 2014/2020, nell’ambito dell’Avviso “Sostegno e promozione turistica e culturale”, Linea di intervento LI1 – “Eventi turistici e culturali”.
Fàri significa fare. E ieri, a Cassano all’Ionio, la Sibaritide ha fatto rete, ha raccontato se stessa e ha trasformato tradizioni, competenze e identità in un’esperienza condivisa.

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