In occasione della 112ª edizione della ricorrenza, l’alto prelato calabrese lancia un monito durissimo contro l’indifferenza. Al centro del suo intervento il dramma dei bambini orfani e la necessità di riscoprire il valore dell’accoglienza nelle comunità locali.
In occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dal titolo “Anche uno solo di questi bambini”, Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Ionio, ha affermato: “il cuore si stringe, si fa di ghiaccio pensando ai bambini. Strappati miseramente dall’utero materno, dal grembo caldo delle loro madri e della loro terra.
Approdano nelle nostre comunità, con occhi che cercano un riflesso. Forse, un giorno – ha evidenziato -, continueranno a sentire i loro genitori nel canto del vento o nel profumo del pane. O forse non più. Forse il mare ha già reciso per sempre quel filo invisibile, e resteranno orfani di una voce”. Si è poi chiesto: “e noi? Di fronte a questo mistero di dolore, assistiamo a una politica che si fa sempre più negazionista, chiusa, arroccata in un’identità che si crede pura ma che è solo solitudine. Una politica che dimentica, o finge di dimenticare, che siamo tutti figli di Dio. Ci crediamo padroni di confini – ha proseguito -, che il Cielo non ha mai tracciato, mentre il Mediterraneo è diventato uno specchio spietato in cui affoga la nostra umanità”.
Ha esortato: “vi chiedo, vi prego con la forza di chi ama: fermate la mano che ripudia. Fermate la mano che spinge via, che chiude il portone. E fate tacere la voce che rinchiude l’altro in una definizione, che lo riduce a numero, a categoria, a minaccia. Lasciate invece che sia una voce calda a parlarci. Una voce il cui calore ci sciolga, lentamente, fino a farci respirare in un’unica, immensa, planetaria comunità.
Perché solo il calore di un abbraccio può sconfiggere il freddo dell’abisso.”

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