Ieri pomeriggio in Piazza XI Settembre grande partecipazione di docenti e studenti per la giornata nazionale di raccolta firme della petizione “La Conoscenza non marcia”. Il sindacato denuncia l’ingresso pervasivo delle forze armate e delle aziende belliche nei programmi didattici.
Ieri pomeriggio in Piazza XI Settembre grande partecipazione per il sit-in organizzato da usb scuola contestualmente alla giornata nazionale di raccolta firme per la petizione popolare “La conoscenza non marcia”.
In un contesto segnato da edilizia scolastica fatiscente, tagli organici e precarietà strutturale, assistiamo all’ingresso pervasivo delle forze armate e delle industrie belliche all’interno dei luoghi di formazione. Dai progetti di ricerca accademici asserviti alla filiera delle armi e agli accordi bellici internazionali, fino alle iniziative di propaganda militarista rivolte agli studenti fin dalle scuole secondarie, la logica della guerra sta gradualmente sostituendo la funzione educativa, democratica e costituzionale dell’istruzione pubblica. Allo stesso modo, politiche e linguaggi sempre più discriminatori tentano di minare l’universalità e il pluralismo da sempre fondamento della scuola stessa.
Una partecipazione, quella di ieri, che ha portato alla raccolta di numerose firme per “La Conoscenza non marcia” e ha mostrato quanto sia sentita la discussione sul rapporto tra scuola, università, ricerca e industria militare. La petizione chiede, tra le altre cose, di vietare le collaborazioni tra il sistema dell’istruzione e il complesso militare-industriale e di garantire il diritto all’obiezione di coscienza.
Usb ha annunciato diverse iniziative per i prossimi mesi, su scala nazionale.

Vai al contenuto



