Nuova squadra regionale e ricorso vinto al TAR per l’ASP di Cosenza. L’associazione presenta 5 richieste alla Regione tra liste d’attesa e presìdi medici.
Si è completata nella giornata di ieri la nomina dei referenti provinciali del CFU (Caregiver Familiari Uniti) Calabria.
La nuova squadra di coordinamento territoriale è così composta:
- Leonardo Del Gaudio: Referente provinciale per Catanzaro e Referente Regionale;
- Francesco Napolitano: Referente per la provincia di Cosenza;
- Elena Liberta Schiaccianoci: Referente per la provincia di Crotone;
- Rosetta Raffa: Referente per la provincia di Vibo Valentia;
- Antonio Alvaro: Referente per la provincia di Reggio Calabria.
Al momento, l’impegno prioritario di CFU REGIONE CALABRIA è rivolto a seguire da vicino le criticità legate alla disabilità e ai casi di malasanità che penalizzano quotidianamente i cittadini calabresi.
DISABILITÀ E MALASANITÀ IN CALABRIA: LA SOSPENSIVA DEL TAR SULL’ASP DI COSENZA È IL PRIMO SEGNALE, ORA BASTA SILENZI SULLE FAMIGLIE
Di Leonardo Del Gaudio e Francesco Napolitano
Il Decreto n. 1248/2026 con cui il TAR Calabria ha sospeso in via d’urgenza la Delibera n. 1074 dell’ASP di Cosenza fino all’udienza del 2 ottobre è una prima importante vittoria per i diritti delle famiglie. Dimostra quanto fossero fondate le nostre denunce: non si possono stravolgere da un giorno all’altro le modalità dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per 180 malati gravissimi senza garantire la continuità terapeutica e la libera scelta dell’erogatore.
Tuttavia, la misura resta colma. La rassegna delle notizie emerse negli ultimi tre mesi sulle testate giornalistiche della nostra regione compone un bollettino di guerra che nessun Paese civile può accettare. Da Corigliano-Rossano a Cosenza, da Lamezia Terme a Crotone, fino a Reggio Calabria e Vibo Valentia, la tutela della salute e dell’assistenza per le persone con disabilità grave e gravissima viene quotidianamente soffocata dalla burocrazia.
Non parliamo di numeri, ma di persone e di storie concrete:
- Giulia, 16 anni, lasciata per oltre tre mesi senza il letto ortopedico e il materasso antidecubito prescritti dall’ASP di Cosenza, con il conseguente insorgere di lesioni fisiche che hanno spinto la famiglia a presentare denuncia-querela alla Magistratura.
- Una bambina di 4 anni con la Sindrome di Down a Cosenza, lasciata per 3 anni in lista d’attesa per logopedia e psicomotricità, costringendo i genitori a versare oltre 1.000 euro al mese ai centri privati pur di non privarla del diritto allo sviluppo.
- 240 famiglie a Catanzaro escluse improvvisamente dall’assegno di cura per disabilità gravissima per “esaurimento fondi”, oggi a grave rischio di ricovero forzato.
- Fondi del PNRR finiti al centro di inchieste della Guardia di Finanza o di delibere di esternalizzazione anziché servire al reale rafforzamento della sanità pubblica territoriale.
I Caregiver Familiari assistono i propri cari 24 ore su 24 senza sostegni adeguati. Non permetteremo che le aziende sanitarie usino la burocrazia per scaricare sui nuclei familiari la propria incapacità gestionale.
Le richieste ufficiali di Caregiver Familiari Uniti (CFU Calabria):
- Rispetto della pronuncia del TAR e il blocco definitivo di ogni riorganizzazione dell’ADI che penalizzi i pazienti gravissimi e la continuità assistenziale.
- Azzeramento immediato delle liste d’attesa per le terapie riabilitative dei minori disabili e il rimborso diretto delle prestazioni private pagate dalle famiglie in attesa.
- Consegna urgente di tutti i presìdi medici, letti ortopedici e materiali antidecubito prescritti e attualmente bloccati nelle varie ASP provinciali.
- Rifinanziamento immediato del Fondo Non Autosufficienze (FNA) per garantire l’assegno di cura a tutti gli aventi diritto esclusi dalle graduatorie.
- Istituzione di un Tavolo di Confronto Regionale Permanente tra il Commissario ad Acta per la Sanità, i Direttori Generali delle ASP e il CFU Calabria.
Il decreto del TAR dimostra che la legge tutela i deboli quando ci si batte con determinazione. Continueremo a farlo nelle aule di tribunale, nelle Procure e nelle piazze della Calabria fino a quando la dignità dei nostri cari non sarà pienamente garantita.

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