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Crisi commercio in Calabria, la Filcams Cgil avverte: “Saracinesche giù e lavoro che scompare”

Il Segretario Generale Giuseppe Valentino lancia l’allarme dopo i dati Confesercenti: «Tra il 2019 e il 2025 persi 474 bar. La Regione Calabria apra subito un confronto vero sulle tutele e i contratti».

I dati rilanciati dal presidente regionale di Confesercenti Calabria, Claudio Aloisio, al quale rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, descrivono un fenomeno che merita attenzione e risposte concrete.

Tra il 2019 e il 2025 in Calabria sono scomparsi 474 bar, con una riduzione del 9,7%. Ma è soprattutto la distribuzione territoriale di queste chiusure a doverci interrogare: 408 attività su 474, circa l’86%, sono scomparse nei comuni diversi dai cinque capoluoghi di provincia.

Come Filcams Cgil Calabria condividiamo quindi l’allarme sollevato da Confesercenti. Perché quando chiude un bar, soprattutto in un piccolo centro, non scompare soltanto un’impresa. Si perde un luogo di socialità e di comunità, si impoverisce l’economia locale e, dal nostro punto di vista, si restringono ulteriormente le occasioni di lavoro.

Quelle saracinesche abbassate raccontano anche un altro fenomeno: lo spopolamento, l’emigrazione delle giovani generazioni e la progressiva perdita di fiducia nella possibilità di costruire il proprio futuro in Calabria.

Per contrastare tutto questo servirebbero ragionamenti e proposte collettive, una programmazione seria e un confronto stabile tra istituzioni e parti sociali sui settori del commercio, del turismo e dei servizi.

È proprio questo metodo che continuiamo a non vedere nelle politiche della Regione Calabria. Occuparsi delle crisi di settore, dell’occupazione che si perde, delle attività che chiudono nei piccoli comuni e dei territori che si svuotano è certamente più faticoso che affidarsi agli annunci, presidiare sagre e manifestazioni o raccontare dal Palazzo una Calabria che cresce. Ma governare significa soprattutto affrontare i problemi quando sono complessi, mettere insieme gli interessi diversi e provare a costruire soluzioni.

Come Filcams Cgil Calabria abbiamo più volte posto la necessità di aggiornare la normativa regionale sul commercio, ancora fondata su leggi risalenti al 1999, e di costruire una nuova politica regionale per il turismo e i servizi. Servono strumenti capaci di sostenere gli esercizi di prossimità, accompagnare l’innovazione, governare i cambiamenti del settore e contemporaneamente garantire lavoro regolare, salari dignitosi e diritti.

Per questo alla Regione Calabria chiediamo di aprire un confronto vero con le parti sociali. E alle associazioni datoriali, a partire dalla nuova presidenza di Confesercenti Calabria, proponiamo di provare a costruire insieme una piattaforma di idee e proposte da portare a quel tavolo.

Auspichiamo che la nuova presidenza di Confesercenti abbia l’ambizione non soltanto di denunciare ciò che non funziona, ma anche di contribuire alla costruzione di un sistema di relazioni tra le parti sociali capace di avanzare proposte comuni e, quando necessario, di chiedere alla politica regionale di assumersi le proprie responsabilità.

Perché difendere una rete di attività economiche diffuse sul territorio significa difendere insieme occupazione, servizi, comunità e il diritto delle persone a continuare a vivere e lavorare nella propria terra.

La desertificazione dei nostri territori non è un destino inevitabile. Ma per contrastarla servono meno annunci e più programmazione, meno passerelle e più confronto, meno narrazione e più contrattazione.

Giuseppe Valentino – Segretario Generale Filcams Cgil Calabria

Bandiere Filt e Filcams Cgil
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