Il vicepresidente nazionale di Confapi: “La Calabria produce energia, una parte del valore rimanga sul territorio per tagliare le bollette delle aziende locali”.
“Le risorse previste per la sicurezza energetica rappresentano un’opportunità importante. Adesso occorre trasformarle in misure concrete e rapidamente accessibili alle piccole e medie imprese, che continuano a sostenere costi energetici troppo elevati”.
Lo dichiara Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi e consigliere cnel, commentando la Relazione al Parlamento presentata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti al Consiglio dei ministri di ieri 2 ottobre.
La Relazione prevede, attraverso l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, risorse fino a circa 14,4 miliardi di euro nel biennio 2027-2028 per interventi in materia energetica, destinati a famiglie, studenti, imprese, pubbliche amministrazioni e infrastrutture. Per il sistema produttivo sono indicati interventi per sostenere le fonti rinnovabili, contenere i costi delle imprese maggiormente esposte, favorire la decarbonizzazione e introdurre una nuova Energy Release.
“È una direzione che condividiamo – sottolinea Napoli – ma per le PMI il punto decisivo sarà come queste risorse verranno utilizzate.
Non possiamo permettere che gli strumenti per la transizione energetica siano accessibili soltanto alle imprese più grandi e strutturate.
Servono procedure semplici, tempi rapidi e strumenti realmente utilizzabili anche dalle piccole aziende”.
Per il consigliere del cnel resta centrale la questione del prezzo dell’energia: “La competitività delle nostre imprese passa inevitabilmente dal costo energetico. Rinnovabili, autoconsumo, comunità energetiche, sistemi di accumulo ed Energy Release devono diventare strumenti industriali a disposizione delle PMI, non opportunità che rimangono sulla carta”.
Un’attenzione particolare, secondo Napoli, dovrà essere riservata alla Calabria e al Mezzogiorno. “La Calabria ha tutte le condizioni per trasformare la transizione energetica in una grande occasione di sviluppo industriale. Non possiamo essere soltanto territori nei quali si produce energia: dobbiamo fare in modo che una parte del valore generato rimanga sul territorio e si traduca in energia più competitiva, nuovi investimenti e occupazione.
Le imprese calabresi devono poter beneficiare concretamente della ricchezza energetica prodotta nella nostra regione”.
“I 14,4 miliardi – conclude Napoli – possono rappresentare un passaggio importante, ma la vera sfida sarà la loro concreta destinazione. Chiederemo che le PMI siano protagoniste di questa nuova politica energetica e che una parte significativa degli interventi produca una riduzione strutturale del costo dell’energia per il sistema produttivo. La transizione energetica funziona se aumenta la competitività delle imprese, non se aggiunge nuovi costi e nuova burocrazia”.

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