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Caro carburante in Calabria, Pacienza: “Trattori in strada e mance dal balcone”

L’analisi al vetriolo sulle ultime misure di salvataggio per agricoltori e autotrasportatori. Un mix di bonus temporanei e accise mobili che non ferma la crisi dei serbatoi.

di Francesco Pacienza

Mentre in Calabria i trattori bloccano gli svincoli stradali e i tir si piazzano, stanchi e a motori spenti, davanti alla Cittadella Regionale, la politica e le grandi aziende sembrano essersi improvvisamente svegliate da un lungo, profondissimo letargo. Dopo mesi in cui i costi impazziti dell’energia e del carburante hanno letteralmente prosciugato i conti delle imprese, dal cielo iniziano a piovere “generose” misure di salvataggio. Il tempismo è, come sempre, perfetto: d’altronde, perché intervenire all’inizio di un’emergenza per prevenire il collasso, quando puoi comodamente aspettare che le piazze si infiammino per poi lanciare qualche mancia dell’ultimo minuto dal balcone?

Analizziamo i tre grandi “regali” piovuti proprio in questi giorni sulle teste (e sui portafogli già vuoti) degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei pescatori calabresi.

Dal 2 al 31 ottobre 2026, Eni ha deciso di indossare le vesti del salvatore, applicando uno sconto del 20% (al netto dell’IVA) su benzina e gasolio per i clienti Enilive del comparto agricolo e della pesca.

Ma caliamoci nella realtà: il gasolio agricolo, che in primavera si aggirava intorno agli 85 centesimi al litro, oggi viaggia su cifre vertiginose, toccando punte di 1,80 € al litro. Considerando che nel settore agricolo si paga un’accisa ridotta (circa 13-14 centesimi) e un’IVA agevolata al 10% , lo sconto del 20% applicato alla sola base industriale si traduce in un risparmio effettivo alla pompa di circa 24-30 centesimi al litro.

Un’ottima iniziativa, per carità. Peccato solo che arrivi a ridosso delle semine autunnali, dopo un’intera estate di siccità estrema in cui i macchinari, per irrigare e salvare i raccolti, hanno bevuto carburante pagato a peso d’oro. Ah, e ricordiamolo: vale solo per 30 giorni. Speriamo che, nel frattempo, i trattori imparino a immagazzinare gasolio nelle gobbe, proprio come i cammelli nel deserto. 

Il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato, con grande orgoglio istituzionale, uno stanziamento regionale di 15 milioni di euro per correre in aiuto di agricoltura, pesca e autotrasporti. Quindici milioni. Sembra una cifra mastodontica, di quelle capaci di svoltare un’economia. Finché, ovviamente, non si prende in mano una calcolatrice.

In Calabria operano (restando molto conservativi): circa 35.000 aziende agricole attive; circa 4.000 imprese di autotrasporto; circa 1.000 imprese tra ittiche e pescherecci. Per un totale di circa 40.000 imprese.

Dividendo l’epocale tesoretto di 15 milioni per i 40.000 beneficiari, si ottiene la fantasmagorica cifra di 375 euro ad azienda.

Proviamo a mettere questi 375 euro nel serbatoio di un tir. Oggi, il prezzo alla pompa del gasolio stradale viaggia su una media nazionale self-service di circa 2,29 € al litro. La generosa donazione della Regione copre l’acquisto di appena 163 litri. Considerando che un tir a pieno carico percorre sì e no 3 chilometri con un litro, stiamo parlando di carburante sufficiente per fare meno di 500 chilometri. Un sollievo epocale, che certamente salverà l’intero comparto dalla bancarotta. 

Il 5 ottobre è scaduto l’ennesimo mini-sconto governativo di 6,1 centesimi sulle accise del diesel. Al suo posto, subentra con grande rullare di tamburi il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”. Come funziona in teoria? Se il prezzo del petrolio sale oltre una certa soglia, lo Stato incassa più IVA e usa quell’extragettito per abbassare le accise.

Come funziona in pratica? Facciamoci due conti alla pompa stradale aggiornati a ottobre 2026, con il gasolio che ha ormai sfondato la quota dei 2,24 – 2,29 € al litro:

Prezzo base industriale + logistica: circa 1,26 €

Accisa fissa reintegrata: 0,617 €  (sì, senza lo sconto torna la mazzata piena).

IVA (22% su base + accisa): circa 0,41 €

Prezzo medio alla pompa: circa 2,29 € al litro.

Se scatta un price cap, l’accisa mobile dovrebbe teoricamente assorbire gli eccessi. Ma c’è un trucco meraviglioso: il meccanismo scatta solo se la media dei prezzi del bimestre precedente risulta superiore al valore di riferimento del DEF. Parliamo di una burocrazia talmente compassata che, nel momento in cui lo sconto si degnerà di essere attivato, la fiammata dei prezzi potrebbe già essersi esaurita, lasciando i consumatori a pagare il conto pieno proprio nel momento di picco peggiore.

La matematica è spietata. Per l’agricoltura e la pesca, quel bonus una tantum da 375 euro incide solo per circa il 6,3% sui reali costi operativi, garantendo a malapena 1,4 giorni di autonomia ai macchinari. Nel settore dell’autotrasporto va ancora peggio: la copertura del bonus crolla al 5,1% dei costi di viaggio, regalando poco più di un singolo, misero giorno di lavoro su strada.

Ci regalano 375 euro una volta sola, ci scontano il gasolio agricolo per 30 giorni rigorosamente a fine estate, e nel frattempo rimettono 6 centesimi netti di tasse al litro alla pompa proprio mentre i tir sono per strada a protestare. Tempismo istituzionale allo stato dell’arte. Peccato che chi si spacca la schiena ogni giorno per far muovere il Paese non abbia più né tempo, né soldi, da perdere in chiacchiere.

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