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Agricoltura in crisi, il Vescovo Mons. Stefano Rega a fianco dei lavoratori: “Servono aiuti strutturali”

Il presule della Diocesi di San Marco Argentano – Scalea lancia un accorato appello alle istituzioni: «In Calabria l’agricoltura vale il 6,2% del PIL, ascoltare il grido dei campi».

Carissimi fratelli e sorelle, lavoratori della terra, proprio domenica abbiamo ricordato San Francesco d’Assisi che ha saputo leggere nel creato la mano di Dio creatore e si è fatto “cantore” delle sue lodi. La terra, come vuole la visione del libro della Genesi, viene affidata all’uomo con il compito di custodirla e coltivarla. In questo lavoro l’uomo tende sempre di più a rassomigliare a Dio, esempio di vero agricoltore così come lo descrive il salmo:

«Tu ti prendi cura della terra, la irrighi e la rendi feconda… Ne bagni i solchi, ne spiani le zolle, la ammorbidisci con le piogge, ne benedici i germogli… I pascoli del deserto ne sono inondati e i colli si cingono di gioia. I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di grano: tutto canta e grida di gioia!» (Sal 65,10-14).

In questi giorni non possiamo non ascoltare il grido di chi si occupa della terra e tendere loro le mani in nome della dignità umana e del sacrificio del duro lavoro dei campi. Sempre domenica scorsa, il profeta Isaia, nel testo della prima lettura, ci ha ricordato come al lavoro della vigna debba corrispondere, con coerenza, il problema di un’equità sociale: «Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, si aspettava rettitudine ed ecco grida di oppressi» (Is 5,7). Non basta perciò esprimere una piena e convinta solidarietà verso gli agricoltori del nostro territorio. Il rincaro dei costi di produzione è davvero insostenibile e incide molto di più su chi è più povero e non ha riserve a cui attingere in momenti di difficoltà. Non è solo questione di organizzazioni di categoria e neppure solo di economia, pur tenendo conto che l’agricoltura incide sul PIL regionale per il 6,2% (che è il triplo della media nazionale fissato al 2,2%). Ritengo che il problema sia più complesso: ci sono storie di vita di madri e padri che stentano ad assicurare un minimo di dignità al loro lavoro. Gli aiuti, perciò, non possono essere momentanei o di facciata: occorre ripensare ad interventi strutturali di giustizia sociale. Vanno tutelati soprattutto i piccoli agricoltori che soffrono più di altri.

Gli agricoltori nelle loro fatiche si rendono imitatori di Dio che si preoccupa di nutrire l’umanità. Rivolgo perciò un accorato appello alle autorità civili, regionali e nazionali: vi esorto ad ascoltare con attenzione e rispetto il grido dei presidi, aprendo tavoli di confronto che portino a misure eque, rapide e strutturali. Al contempo, invito la nostra comunità diocesana a camminare insieme ai nostri agricoltori, sostenendoli non solo con la vicinanza umana, ma anche promuovendo un’economia locale che metta al centro la persona e il lavoro dignitoso.

Affido al Signore le vostre fatiche, le vostre famiglie e le vostre speranze, affinché guidi i cuori di tutti verso sentieri di giustizia, di pace e di autentico bene comune.

Mons. Stefano Rega
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