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Neonatologia a Cosenza: si chiude all’Annunziata il IX Congresso Nazionale

Medici, infermieri e istituzioni a confronto nel capoluogo bruzio: le nuove linee guida per l’assistenza terapeutica e il sostegno alle famiglie dei neonati prematuri.

Si è concluso il IX Congresso Nazionale di Neonatologia, promosso dai responsabili scientifici Gianfranco Scarpelli e Maria Lucente. Due giornate di confronto scientifico e culturale per riflettere sulle prospettive della Neonatologia e sulle sfide dell’assistenza al neonato e alla sua famiglia.

Al centro dei lavori, la centralità del bambino e della famiglia, il valore della rete neonatale e pediatrica e la necessità di garantire percorsi assistenziali capaci di proseguire anche dopo la dimissione ospedaliera.

Ad aprire il simbosio è stata la lettura magistrale del professor Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), sulle prospettive di sviluppo della Neonatologia in Italia. Agosti, dopo aver visitato la Neonatologia dell’Annunziata, ha sottolineato l’importanza del clima di collaborazione tra medici, infermieri e genitori all’interno della Terapia intensiva neonatale. «Il futuro che vogliamo garantire a ogni bambino che nasce è una responsabilità collettiva, sociale, politica e professionale», ha evidenziato, richiamando il ruolo della prevenzione, degli screening neonatali e dell’identificazione precoce dei fattori di rischio.

Particolare attenzione è stata dedicata al follow-up dei bambini prematuri, tema centrale della Giornata mondiale della prematurità, e alla necessità di accompagnare il bambino e la sua famiglia anche dopo la dimissione, attraverso una presa in carico continuativa e integrata tra ospedale e territorio.

Di forte rilievo la relazione di monsignor Francesco Savino su Etica e tutela della salute, che ha richiamato il principio della dignità inviolabile di ogni neonato, indipendentemente dalle condizioni fisiche e cliniche. Un messaggio che pone al centro il valore della persona e il diritto di ogni bambino a ricevere amore, attenzione e cure.

Il programma ha inoltre proposto una sessione dedicata alla storia della Neonatologia in Calabria e alla storia di Alarico, tra realtà, mito e fantasia, affiancando alla riflessione scientifica un approfondimento storico e culturale. Nelle due giornate sono stati affrontati anche temi clinici di grande attualità, dalla prevenzione e gestione delle patologie del neonato prematuro alla nutrizione, all’immunoprofilassi contro il virus respiratorio sinciziale, fino all’intelligenza artificiale nell’assistenza neonatale.

«La Neonatologia è una disciplina in continua evoluzione, nella quale il progresso delle conoscenze e delle tecnologie deve procedere insieme alla capacità di prendersi cura del bambino nella sua globalità – ha evidenziato il dottor Gianfranco Scarpelli, responsabile scientifico del congresso e Presidente della SIN Calabria – . La qualità dell’assistenza – prosegue –  si misura anche nella capacità di costruire percorsi che non si interrompano con la dimissione, ma che accompagnino nel tempo la crescita del bambino e sostengano la famiglia».

La dottoressa Maria Lucente, responsabile scientifica del simposio e responsabile della UOC di Neonatologia dell’ ospedale Annunziata di Cosenza,  ha sottolineato coma  «la sfida della Neonatologia oggi non sia  soltanto garantire cure sempre più avanzate, ma costruire le condizioni affinché ogni bambino possa esprimere al meglio il proprio potenziale di crescita e sviluppo. La cura dei neonati con criticità inizia nei reparti di Neonatologia, dove competenze specialistiche e tecnologie avanzate consentono di affrontare le fasi più delicate della vita. Ma perché l’assistenza sia realmente efficace, il percorso di cura deve proseguire attraverso un follow-up strutturato, capace di monitorare nel tempo la crescita e lo sviluppo del bambino, individuare precocemente eventuali difficoltà e accompagnare la famiglia”. 
“La dimissione – ha proseguito la drssa Lucente -  non deve rappresentare la fine di un percorso, ma il passaggio a una nuova fase della presa in carico, nella quale ospedale, servizi territoriali, pediatri e famiglia operino in modo coordinato.”

Il 9°Congresso si chiude con un messaggio condiviso: la cura del neonato non si esaurisce nell’intervento clinico, ma richiede una rete capace di integrare competenze scientifiche, attenzione alla famiglia e continuità assistenziale. Una responsabilità che coinvolge i professionisti della salute e l’intera comunità, affinché ogni bambino possa essere accompagnato nel proprio percorso di crescita.

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