Dubbi sulla validità della Determina regionale e sui fondi INAIL. La proposta alternativa: salvaguardare l’Annunziata come Hub con 400 posti letto e realizzarne altri 400 per il Policlinico Universitario.
L’indizione da parte della Regione Calabria della gara d’appalto per la costruzione del nuovo Ospedale di Cosenza a Rende, ci ha sollecitato una serie di riflessioni che vorremmo rendere pubbliche. Noi pensiamo che il ruolo del Commissario Delegato per l’edilizia sanitaria, attualmente non ha ragione di esistere, benché nominato dalla Protezione Civile; infatti il Commissariamento della sanità in Calabria è terminato.
Perciò nel provvedimento che ne ha disciplinato la fine, dovrebbe essere specificato che il Commissariamento per l’edilizia sanitaria è confermato. In caso contrario la Determina n.71 della Regione Calabria con la quale si indice il bando di gara per l’appalto, non ha nessun valore, in quanto emanato da un’istituzione che non esiste più.
Pertanto questa materia, cruciale per l’iter di costruzione dell’Ospedale, appartiene alla gestione ordinaria, cioè è di pertinenza del Consiglio Regionale. Il DPCM del Consiglio dei Ministri deve essere richiesto ed emanato prima dell’inizio della progettazione, ciò non è avvenuto, quindi la progettazione non poteva essere attivata.
Per il finanziamento dei 350 milioni di euro stanziati dall’INAIL, l’Istituto è stato delegato nel 2022 dal Governo Draghi, che ha specificato che il finanziamento doveva servire alla costruzione del nuovo Ospedale di Cosenza, sottolineiamo Ospedale di Cosenza, non di Rende. Gli altri 200 milioni richiesti da Occhiuto non possono essere stanziati dall’INAIL, ammesso che li abbia, se non c’è la delega dell’attuale governo che deve specificare per che cosa devono essere utilizzati. La scelta di procedere con l’iter della progettazione prima dell’Ordinanza del Tar Calabria prevista per il 15 dicembre p.v., è stato un sopruso.
Dobbiamo ancora una volta specificare che il progetto di Occhiuto prevede la chiusura dell’Ospedale dell’Annunziata con tutte le gravi conseguenze più volte segnalate: disoccupazione, arretramento dello sviluppo socio-economico, soprattutto dell’area a Sud di Cosenza, compresi il Centro storico, le frazioni e i Comuni della cintura urbana. Considerata questa complicata situazione, riteniamo che sia il caso di resettare il tutto e di prendere un’altra strada.
La strada che noi abbiamo indicato è quella di dividere gli 800 posti letto disponibili, per assegnarne 400 all’Annunziata già attivi e 400 al Policlinico Universitario che dovrà sorgere ad Arcavacata di Rende. Inoltre, non possiamo dimenticare che l’Annunziata, insieme al Mariano Santo e all’Ospedale di Rogliano, costituisce l’Azienda Ospedaliera di Cosenza.
Fra il Mariano Santo e l’Ospedale di Rogliano si possono individuare almeno 120 posti letto in più da utilizzare. Pertanto fra gli attuali 425 posti letto dell’Annunziata e i 120 posti letto in più già citati, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza potrebbe avere a breve almeno 545 posti letto (425+120). Gli spazi disponibili possono servire a migliorare l’offerta sanitaria, ad esempio istituendo nuove discipline.
Tutto ciò ci porta a considerare che l’Annunziata, insieme al Mariano Santo e all’Ospedale di Rogliano, abbia le carte in regola per essere l’Ospedale Hub, senza per questo rinunciare alla struttura universitaria che dovrà nascere a Rende.
Tutte le istituzioni, in particolare il Consiglio Regionale e tutte le forze democratiche, hanno il dovere di prendere in considerazione questa proposta volta unicamente a migliorare l’assistenza sanitaria dell’area urbana di Cosenza e di tutta la provincia.
Così in una nota Carlo De Gaetano (Comitato per la Difesa dell’Annunziata).

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