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Ombre sulla discarica La Silva, ArticoloVENTUNO: “A Cassano troppi veleni interrati”

Il movimento civico denuncia la presenza di siti di sversamento non ufficiali nell’area SIN e chiede una verifica rigorosa per mappare e bonificare le eredità tossiche del territorio.

Il territorio di Cassano All’Ionio porta da tempo il peso di un riconoscimento istituzionale formale, rappresentato dall’inserimento all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Crotone-Cassano-Cerchiara”.

Una qualifica che sancisce, oltre ogni ragionevole dubbio, la necessità di un’attenzione prioritaria, rigorosa e non più procrastinabile in materia di tutela ambientale e salvaguardia della salute pubblica. Se da un lato guardiamo con favore alle recenti occasioni di dibattito e confronto promosse nel centro cittadino, condividendone le premesse, dall’altro avvertiamo il dovere politico e morale di segnare pragmaticamente un cambio di passo.

Le nostre comunità vivono sulla propria pelle l’incidenza di gravi patologie, una sofferenza quotidiana aggravata dalle troppe ombre del nostro sistema ambientale.

Pensiamo alla discarica di Contrada La Silva, al centro di dinamiche mai del tutto chiarite e su cui oggi cala un silenzio assordante. È un tema che il nostro Movimento ha affrontato più volte, ma che oggi sembra dimenticato persino da chi ha tratto vantaggio dalle tante battaglie che abbiamo portato avanti con impegno.

Noi, però, ci riproponiamo di essere coerenti come dal primo giorno e di rimanere concretamente al servizio di chi ci ha dato fiducia con il proprio voto.

È ormai inderogabile fare chiarezza sulle reali intenzioni e sul futuro di questo impianto, ponendo fine ad un’incertezza non più tollerabile per un territorio che da questa realtà ha già subito fin troppi danni e cicatrici.

A questo si aggiunge la piaga strisciante di quelle discariche “non ufficiali”, ma note a tutti, cresciute nel tempo all’ombra di intese tacite, silenzi opportuni e complicità diffuse che hanno preferito voltarsi dall’altra parte, lasciando un’eredità pesante e tossica sulla nostra terra. Serve, con estrema urgenza, una verifica rigorosa per accertarsi che tutto ciò che è stato interrato sia censito e bonificato, ma è fondamentale accertare con la stessa fermezza che non ve ne siano di nuovi a rischio.

Per questo, la prima azione fondamentale è richiedere uno studio epidemiologico approfondito per la popolazione di Cassano e dell’area SIN, da svolgere in trasparenza con Università, ISS, Regione Calabria e ASP. L’obiettivo è mappare con precisione le patologie prevalenti, analizzarne l’evoluzione nel tempo e verificare scientificamente le correlazioni causa-effetto tra esposizione ambientale e incidenza delle malattie.

Da qui nasce una prospettiva più ampia: trasformare Cassano nella sede di un Istituto di Ricerca e Osservazione Epidemiologica per i SIN. Un centro d’eccellenza per la prevenzione e il monitoraggio continuo, destinato a diventare un punto di riferimento scientifico per tutta la Calabria e il Mezzogiorno.

In questo disegno strategico si inserisce un’opportunità concreta: la rifunzionalizzazione dell’ex Clinica “Madonna delle Grazie” di Sibari. Quello che finora è stato percepito come l’ennesimo monumento all’abbandono può e deve diventare il cuore pulsante di un nuovo polo scientifico e sanitario. Una struttura moderna ed altamente qualificata, integrata con le reti universitarie e ospedaliere, dedicata alla ricerca epidemiologica e oncologica, alla diagnostica precoce ed alla prevenzione attiva.

Dal punto di vista della sostenibilità finanziaria, i percorsi sono chiari. I perimetri SIN dispongono di fondi e canali di finanziamento dedicati agli interventi di risanamento e tutela della salute pubblica. A ciò si aggiunge una riflessione economica ed etica imprescindibile: la Calabria sostiene annualmente un costo economico ed umano enorme legato alla mobilità sanitaria passiva – la fuga dei nostri cittadini fuori regione per curarsi – con un saldo negativo tragico che pesa per centinaia di milioni di euro ogni anno sulle casse regionali.

La vera domanda politica e contabile non è dunque quanto costi realizzare un centro di ricerca, prevenzione e diagnosi a Cassano, ma quanto stia costando alla nostra comunità ed alla Regione Calabria non averlo mai realizzato. Investire oggi in ricerca, prevenzione e diagnostica avanzata significa arrestare l’emorragia di risorse economiche, trattenere professionalità mediche d’eccellenza e restituire dignità al nostro territorio.

Cassano All’Ionio
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