Il capogruppo consiliare di Rende propone un’agenda concreta su mobilità, welfare e opere pubbliche integrated per Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo. «Preserviamo le autonomie valorizzando lo sviluppo dell’asse nord».
Il percorso per l’Unione dei Comuni di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo rappresenta una prospettiva politica che considero positiva e che merita di essere sostenuta e accelerata.
Il risultato del referendum sulla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero costituisce un dato politico e istituzionale chiaro, del quale occorre prendere atto con rispetto. Quella prospettiva è stata superata dal voto dei cittadini. Ma ciò non significa rinunciare alla costruzione di una vera dimensione urbana integrata.
Al contrario, proprio l’Unione dei Comuni può rappresentare oggi una strada più equilibrata per rafforzare la conurbazione, mantenendo autonomia amministrativa, identità territoriali e ruolo specifico di ciascun Comune, a partire da Cosenza quale capoluogo di provincia.
Per questa ragione ritengo che il progetto debba andare avanti. Ma deve fare un salto di qualità.
L’Unione non può limitarsi a essere una nuova cornice istituzionale o un semplice esercizio normativo. Deve diventare uno strumento concreto di governo dell’area urbana, capace di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini.
Occorre quindi iniziare a discutere non soltanto di assetti e organismi, ma soprattutto di funzioni da gestire insieme, competenze, risorse e obiettivi comuni.
Il primo terreno è quello della mobilità. L’area urbana ha bisogno di una programmazione integrata del trasporto pubblico, di collegamenti efficaci tra Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto, di connessioni più forti con l’Università, le stazioni, l’ospedale e i principali poli di servizi, oltre che di una visione comune su viabilità, parcheggi e mobilità sostenibile.
Un secondo ambito riguarda i servizi sociali, dove una maggiore integrazione potrebbe consentire economie di scala, maggiore specializzazione e standard più omogenei per famiglie, anziani, persone con disabilità e fasce fragili.
Ma soprattutto ritengo necessario costruire un vero Piano delle opere pubbliche di area urbana, capace di individuare le infrastrutture strategiche della conurbazione, le priorità, le fonti di finanziamento, i soggetti attuatori e i relativi cronoprogrammi.
La concentrazione di importanti investimenti e infrastrutture lungo l’asse nord, tra Rende e Montalto, rappresenta una straordinaria opportunità. La sfida è fare in modo che questa crescita produca benefici per l’intera area urbana, evitando che lo sviluppo si limiti a spostare il proprio baricentro da un Comune all’altro.
In questa prospettiva può essere valutato, nel tempo, anche un progressivo coinvolgimento della cintura delle Serre cosentine, secondo una logica funzionale e non semplicemente geografica.
Come gruppo consiliare Futuro guardiamo quindi con apertura e favore a questo percorso e siamo disponibili a offrire un contributo costruttivo.
Proprio perché crediamo nella prospettiva dell’Unione, riteniamo però necessario che il confronto istituzionale produca rapidamente un documento tecnico-programmatico che chiarisca quali funzioni associare, quali risorse utilizzare, quali servizi integrare, quali opere realizzare e con quali tempi.
È questo il passaggio che, almeno nel dibattito sviluppato finora, necessita ancora di maggiore approfondimento.
Superata la prospettiva della fusione, la politica ha oggi l’occasione di costruire una forma diversa e più concreta di integrazione territoriale.
L’area urbana esiste già nella vita quotidiana dei cittadini, nei flussi di mobilità, nell’Università, nei servizi, nel lavoro e nelle relazioni economiche.
Ora occorre darle strumenti adeguati per funzionare meglio.
Il futuro dell’area urbana non si costruisce spostando il baricentro dello sviluppo da un Comune all’altro, ma facendo in modo che la crescita di ciascuno diventi un’opportunità per tutti.
Marco Saverio Ghionna
Consigliere comunale di Rende – Capogruppo Futuro

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