Il presidente del centro studi di Cassano all’Ionio interviene sulla tutela delle donne e dei neonati dopo il drammatico caso di Cinisello Balsamo.
“Grazie alla decisione della Provincia Autonoma di Trento si torna a parlare con convinzione, di un tema centrale. Trovare una strada certa e comune per tutelare e promuovere, una volta di più, il diritto di tutte le donne di dare alla luce un figlio in sicurezza e, a tutti i figli, la possibilità di crescere e trovare subito una famiglia che li accolga”.
È quanto afferma, Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira, di Cassano All’Ionio. “La Provincia di Trento lo ha fatto – evidenzia -, con un atto concreto: ha promosso e valorizzato lo strumento del parto in anonimato e delle “Culle per la Vita”, che garantiscono alla donna che non vuole essere riconosciuta come madre di partorire in ospedale, in piena sicurezza per lei e per il bambino, evitando le tragedie dell’abbandono, e consentono al neonato di essere subito affidato a una famiglia adottiva. Il caso di Cinisello Balsamo, è emblematico in tutta la sua drammaticità. Non è una questione ideologica.
È una questione di civiltà. Da una parte c’è la libertà e la sicurezza della donna – ha sottolineato – che va protetta, accompagnata, mai lasciata sola, soprattutto nei casi più difficili. Dall’altra c’è il diritto del bambino a vivere e ad avere subito una famiglia che lo accolga con amore. Sono due diritti – ha concluso – che non si contrappongono, si sostengono a vicenda. La decisione di Trento indica un metodo: informare, sostenere economicamente, garantire l’anonimato e la sicurezza sanitaria, attivare subito la rete dell’adozione.
È una strada certa e comune. Ora va ripresa con coraggio anche in Calabria, attraverso i centri del Movimento per la vita, che da sempre svolgono un’azione su questo versante”.

Vai al contenuto



