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Altomonte, il bancomat di Poste Italiane è fuori uso da tre settimane: proteste nel borgo cosentino

Il disservizio costringe i cittadini a lunghe file allo sportello interno o a spostarsi nei comuni limitrofi per prelevare il contante. La Direzione Provinciale dell’ente applica per ora la linea del silenzio.

di Francesco Pacienza

Ad Altomonte le cose antiche e preziose non mancano, ma da oltre tre settimane la comunità ne vanta una del tutto singolare: il Bancomat dell’Ufficio Postale. Un oggetto di culto, statico e solenne, da ammirare rigorosamente da lontano, visto che di erogare banconote non se ne parla proprio.

Il guasto, a quanto pare, risiederebbe in un «fantomatico» componente hardware. Un pezzo di ricambio che ha già avuto il suo quarto d’ora di celebrità qualche tempo fa: sostituito a stento, ha garantito un’autonomia da record pari a meno di 72 ore, per poi tirare di nuovo i remi in barca. Da quel momento in poi, del pezzo di ricambio e del tecnico incaricato di installarlo si sono perse le tracce, inghiottiti in un cono d’ombra che neanche i migliori servizi d’investigazione riuscirebbero a dipanare.

Per qualche giorno si è provato ad addossare la colpa alla geopolitica locale e ai blocchi stradali legati alle proteste di autotrasportatori e agricoltori. Ma ora che i presidi sono stati smobilitati e la circolazione delle merci è ripresa a pieno ritmo su tutte le arterie stradali, la scusa è caduta. La circolazione fluisce, il pezzo del Bancomat invece no.

Nel frattempo, la Direzione Provinciale di Poste Italiane applica con rigorosa coerenza la strategia del silenzio: le telefonate di sollecito e le richieste di chiarimento da parte dei cittadini e degli utenti rimangono regolarmente senza risposta.

Un quadro che definire un semplice “disagio” sarebbe un eufemismo. La stragrande maggioranza degli altomontesi possiede un conto corrente o un libretto di risparmio aperto proprio con Poste Italiane, mentre solo una minoranza si appoggia ad altri istituti di credito. Ma il vero capolavoro della burocrazia digitale si consuma qui: i titolari di Carta Libretto non possono nemmeno ricorrere ai pagamenti elettronici nei negozi o per le transazioni quotidiane, poiché tale strumento è abilitato esclusivamente al prelievo di contante. Risultato? Senza un Bancomat operativo, la Carta Libretto diventa un semplice rettangolo di plastica per collezionisti. Agli utenti non resta che l’impossibilità di disporre dei propri risparmi o la beffa di doversi spostare nei comuni limitrofi solo per prelevare il proprio denaro, trasformando un servizio essenziale in una caccia al tesoro fuori porta.

Tra pensionati costretti a file estenuanti allo sportello interno negli orari di apertura e cittadini messi nell’impossibilità di prelevare al di fuori dei turni d’ufficio, Altomonte attende con ansiosa rassegnazione. Resta solo da capire cosa arriverà prima: il famoso tecnico con il ricambio introvabile o una risposta formale da parte della Direzione Provinciale. Nel dubbio, il Bancomat rimane lì, perfetto nella sua immobilità.

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