Il segretario regionale del Pd chiarisce il percorso per la scelta del candidato sindaco di Cosenza, replica alla contestazione subita a Roma e attacca la destra sul caso Stasi: «Garantisti con gli amici, giustizialisti con gli avversari».
DI ELVIRA SANGINETO
COSENZA — «La discussione politica si svolgerà in Calabria con le forze politiche calabresi». Il senatore Nicola Irto interviene sulla scelta del prossimo candidato sindaco di Cosenza e precisa il significato delle dichiarazioni del commissario della federazione provinciale del Pd, Claudio Stefanazzi. La partita avrà un’attenzione nazionale, ma questo, assicura il segretario regionale dem, non significa sottrarre ai territori il confronto sulle candidature.
L’occasione è la presentazione del libro di Mimmo Bevacqua, oggi, 29 ottobre, nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza, dal titolo “Appunti su dieci anni nelle istituzioni. Domande e riflessioni su regionalismo, autonomia e territori”. A margine dell’appuntamento, Irto risponde su tre questioni che attraversano il dibattito politico calabrese: le amministrative cosentine, la contestazione ricevuta a Roma durante la protesta di agricoltori e autotrasportatori e l’attacco di Galeazzo Bignami alle opposizioni sul caso di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano.
La prima questione nasce dalle parole pronunciate da Stefanazzi il 22 ottobre, in occasione della riunione del direttivo del Circolo cittadino del Pd “Marica Zuccarelli”. Il commissario aveva collocato la candidatura per Palazzo dei Bruzi sul tavolo nazionale del centrosinistra, aprendo il confronto sul peso delle decisioni romane e sul ruolo delle forze locali.
Irto difende l’impostazione del commissario, ma ne delimita il significato: «Il deputato Stefanazzi, neo commissario, ha detto, com’è giusto che sia, che Cosenza, al pari di Catanzaro, sono grandi città e avranno un’attenzione nazionale. È del tutto evidente che le scelte le fa il gruppo dirigente confrontandosi con tutti i livelli», osserva, richiamando quello territoriale, provinciale, regionale e nazionale.
Nessuna espropriazione delle prerogative locali, dunque, nella lettura del segretario: «Non era assolutamente un togliere la potestà ai territori, era semmai dire che la partita di Cosenza è una partita che rientra nel quadro nazionale perché è la verità. Cosenza è una grande città d’Italia e come tale va trattata. Però questo non toglie che la discussione politica si svolgerà in Calabria con le forze politiche calabresi».
Dalle amministrative alla piazza romana. Il 27 ottobre, durante la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburanti, Irto è stato contestato da un manifestante proveniente da Crotone, che gli ha intimato di non parlare e ha sollevato il tema della bonifica crotonese. La scena, ripresa da Local Team, è circolata sul web.
Il senatore rivendica la scelta di essere presente: «Io credo che la politica debba metterci la faccia sempre e stare nei luoghi del disagio e del bisogno». Quanto alla contestazione, sostiene che a intervenire sia stata una persona estranea alla mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori, che ha spostato il confronto su un’altra questione.
L’episodio non gli fa cambiare posizione: «Se tornassi indietro, tornerei comunque lì perché la politica ci deve sempre mettere la faccia». E aggiunge: «La politica da salotto, da comfort zone, non fa per me».
La replica diventa quindi un attacco all’esecutivo. Per Irto è grave che nessun membro del governo sia andato ad ascoltare i manifestanti: una distanza che, nella sua denuncia, dura da settimane, mentre dagli agricoltori e dagli autotrasportatori calabresi continua ad arrivare un «grido di dolore».
Il terzo fronte riguarda il caso del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, arrestato durante un blitz anti ’ndrangheta nella sibaritide. Ieri, intervenendo alla Camera, il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha accusato le opposizioni di essere rimaste in silenzio sulla vicenda giudiziaria.
La risposta di Irto è netta: «Io penso che sia gravissimo quello che ha detto la destra. Il governo è garantista con gli amici, con i compagni di partito, è giustizialista con gli avversari politici. L’attacco a Stasi è inaccettabile».
E poi ribadisce la propria vicinanza a Stasi, le cui responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie: «Io ho già dichiarato la mia pubblica vicinanza personale e politica a Stasi», afferma, definendolo «un amministratore attento e con la schiena dritta» e dicendosi convinto che chiarirà la propria posizione.
L’accusa rivolta alla destra è quella di utilizzare criteri diversi a seconda dell’appartenenza politica delle persone coinvolte: «Non si pongono i problemi quando tocca a un iscritto di Fratelli d’Italia e invece alzano la voce e urlano contro gli amministratori dell’altra parte politica».
Per Irto, «la destra continua ad avere una doppia morale inaccettabile che va contestata».

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