Banner Conad

Riace, Oliverio: “Inaccettabile forzatura contro Mimmo Lucano: si rispetti la volontà popolare e si reintegri il Consiglio”

L’ex presidente della Regione Calabria contesta la nomina del Commissario prefettizio per il rendiconto prima della surroga del consigliere dimissionario: «Così si rischia di provocare lo scioglimento dell’assise ignorando il TUEL».

Una «inammissibile forzatura» e un «palese abuso» per annullare l’esito democratico che ha riportato Mimmo Lucano alla guida di Riace. Con parole nette, l’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio interviene sulla complessa vicenda amministrativa che sta interessando il borgo reggino, chiamando in causa direttamente la Prefettura di Reggio Calabria. Secondo Oliverio, la mancata reintegrazione del plenum del Consiglio Comunale tramite la surroga del consigliere dimissionario — procedura prioritaria prevista dal TUEL — e la contestuale accelerazione con la nomina di un commissario ad acta per il rendiconto rischiano di pilotare l’ente verso un ingiustificato scioglimento, calpestando la democrazia e le prerogative dello Stato di diritto.

“Ritengo doveroso – dichiara l’ex Presidente della Regione Calabria, Mario Gerardo Oliverio – denunciare una inammissibile forzatura ed un palese abuso ai danni del Comune di Riace e dell’Amministrazione Comunale guidata da Mimmo Lucano”.

“Dopo il fallimento dei precedenti tentativi di scioglimento legati all’applicazione della legge Severino, frenati dall’intervento della Corte di Cassazione, assistiamo oggi – spiega Oliverio – a un nuovo, incredibile tentativo di utilizzare le funzioni di potere per raggiungere il medesimo risultato: azzerare la volontà popolare che ha riportato Mimmo Lucano alla guida del Comune di Riace.

Siamo in presenza di una chiara ed evidente forzatura della realtà. Veniamo ai fatti. A seguito delle dimissioni di un Consigliere, il Consiglio Comunale di Riace si trova attualmente privo del suo plenum. Sarebbe necessaria una semplice presa d’atto del Consiglio Comunale e procedere alla surroga del Consigliere dimissionario con il primo dei non eletti nella stessa lista. A quanto pare la divisione paritaria (5 a favore e 5 contrari) del Consiglio sarebbe stata impropriamente utilizzata per non ritenere acquisita la presa d’atto delle dimissioni e consentire attraverso la surroga di ripristinare il plenum del Consiglio Comunale. Di fronte a questa incredibile situazione la Prefettura piuttosto che intervenire per sollecitare il ripristino il plenum del Consiglio attraverso la surroga ha deciso di nominare un Commissario ad Acta per procedere alla approvazione del rendiconto 2025. Compito che come è noto spetta d’obbligo al Consiglio Comunale nel caso specifico rimasto inadempiente perché privo del suo plenum e quindi della maggioranza necessaria. Secondo quanto stabilito in materia di enti locali dal TUEL (D.Lgs. 267/2000), di fronte a dimissioni irrevocabili l’organo deve procedere prioritariamente alla surroga mediante la nomina del primo dei non eletti della medesima lista.

Tra l’altro l’articolo 136 del TUEL disciplina con chiarezza i casi di inerzia o ritardo nell’adozione di atti obbligatori per legge da parte degli enti locali. Indica istituzioni e poteri sostitutivi affinché si proceda alla surroga ed al reintegro dell’organo collegiale. Si tratta di una procedura già applicata in passato in situazioni analoghe (ad es. il caso del Comune di Taurianova)

Mi permetto di chiedere pubblicamente al Prefetto di Reggio Calabria: perché tutto questo a Riace non è avvenuto? Per quale motivo non si è provveduto a reintegrare il consigliere dimissionario?

È inaccettabile che, anziché nominare un commissario ad acta per la surroga — precondizione indispensabile per mettere l’assise nelle condizioni di operare a plenum completo — si sia scelto di accelerare verso la nomina di un commissario per il dissesto. Il Consiglio Comunale ha il diritto e il dovere di esprimersi sul riequilibrio finanziario e sul rendiconto 2025 solo ed esclusivamente una volta ricomposto il plenum. Non procedere alla surroga in presenza di un organo incapace di deliberare significa di fatto provocare lo scioglimento del Consiglio per la mancata approvazione del rendiconto. Tutto ciò costituisce una forzatura e un oggettivo evidente travisamento della legalità.

È fondamentale che il voto dei cittadini che ha sancito il ritorno di Mimmo Lucano sia rispettato e tutelato, scongiurando il rischio che interpretazioni burocratiche finiscano per alterare la volontà popolare.

Sarebbe quantomeno opportuno un approfondimento da parte della Prefettura di Reggio Calabria sulla vicenda di Riace al fine di evitare palesi forzature ed illeggitimità. Su Riace occorre accendere i riflettori delle istituzioni parlamentari prima che vengano avallati provvedimenti coperti da una legalità di facciata.

La difesa del Comune di Riace è oggi una battaglia di principio in tutela della democrazia e dello Stato di diritto”.

Condividi questo contenuto