Il sindacato lancia un appello urgente alle istituzioni locali per frenare la chiusura degli sportelli sul territorio, evidenziando come il 75% dei comuni sia ormai privo di filiali.
Le recenti dinamiche che stanno interessando il sistema bancario nazionale impongono una riflessione seria e responsabile sulle ricadute che tali operazioni potrebbero avere sui territori e sulle comunità locali. Le decisioni assunte negli ultimi giorni dall’assemblea degli azionisti di Mps hanno di fatto mutato gli equilibri del settore, rafforzando la prospettiva dell’Opas promossa da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena.
A tale scenario si aggiungono ulteriori processi di acquisizione che riguardano altre realtà del sistema creditizio, come BdM Banca, e che contribuiscono a ridisegnare il panorama bancario italiano, alimentando preoccupazioni per il futuro della presenza bancaria nei territori.
Queste operazioni, insieme agli altri processi straordinari in corso nel settore del credito, si inseriscono in un più ampio processo di concentrazione bancaria destinato a produrre effetti significativi anche in Calabria.
Per First Cisl Calabria la priorità assoluta resta la tutela dei livelli occupazionali e il mantenimento della rete degli sportelli sul territorio.
Allo stesso tempo, First Cisl Calabria intende esprimere piena vicinanza e sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, che negli anni hanno contribuito in maniera determinante ai risultati conseguiti dagli istituti di credito e che oggi vivono direttamente sulla propria pelle le incertezze generate da questi importanti processi.
La Calabria sta già pagando da tempo il prezzo della desertificazione bancaria. I dati elaborati dalla Fondazione Fiba di First Cisl, aggiornati al 30 settembre 2026, evidenziano una situazione particolarmente critica: il 75% dei comuni calabresi risulta privo di sportelli bancari, mentre un ulteriore 16% dispone di una sola filiale. Numeri che descrivono una progressiva riduzione dei servizi bancari di prossimità e che rischiano di tradursi in maggiori difficoltà di accesso al credito per famiglie e imprese.
Il quadro assume particolare rilievo anche rispetto a Mps: in Calabria la banca rappresenta l’unico presidio bancario in 9 comuni, mentre dal 2015 ha cessato l’ultimo sportello presente in 7 comuni.
Per questo motivo, First Cisl Calabria rivolge un appello alle istituzioni regionali affinché prendano piena consapevolezza della situazione attuale e delle possibili conseguenze che potrebbero derivare dal completamento delle operazioni di acquisizione e concentrazione oggi in corso.
È necessario un impegno comune e coordinato che coinvolga tutti i livelli istituzionali: dai sindaci dei comuni calabresi alla Regione Calabria, fino ai parlamentari e ai senatori eletti sul territorio.
«Non possiamo permetterci ulteriori chiusure di sportelli bancari. A pagarne il prezzo sarebbero ancora una volta le famiglie e le imprese locali, che vedrebbero ridursi le opportunità di accesso al credito, la qualità della consulenza e la possibilità di beneficiare di un’offerta bancaria diversificata e vicina alle esigenze dei territori».
First Cisl Calabria rinnova pertanto la richiesta di una rapida istituzione dell’Osservatorio regionale sul credito e sulla desertificazione bancaria in Calabria, uno strumento indispensabile per favorire il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, monitorare l’evoluzione del fenomeno e mettere in campo azioni preventive in grado di governare le trasformazioni in atto.
L’Osservatorio rappresenta una risposta concreta e necessaria per difendere il diritto dei cittadini e delle imprese ad accedere ai servizi bancari, preservare l’occupazione e garantire condizioni di sviluppo equilibrato per l’intero territorio regionale.

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