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Cosenza, cosa resta della notte di Halloween?

Locali pieni, maschere, capelli e vestiti. Dal carovita al consumismo…in fondo è bastata una notte da paura.

Cosa resta della notte di Halloween? Una domanda che il giorno dopo in molti si pongono sui social, nei bar della città e in tutti quei ritrovi dove si chiacchiera amabilmente o si riflette sui momenti della vita.

Cosa resta di questa festa? Resta una consapevolezza che ormai in Italia a questa notte vogliono rinunciare in pochi. La gran maggioranza delle famiglie prenotano locali, ristoranti e soprattutto curano il dettaglio. A Cosenza e Rende è stato cosi, ma anche nelle altre città italiane. E quel dettaglio ha un costo. Maschere, trucchi, colori, cappelli, vestiti. Diventa un mix tra veglione di capodanno e festa di carnevale.

Il mese di ottobre delle proteste è terminato in pratica con una notte dove al “carovita” nessuno tiene conto. Non staremo di certo a fare la conta o ad elencare le persone che hanno partecipato a questa notte delle streghe e degli stregoni, ma di certo è stata una notte dove avranno partecipato sia i professori e tutti quegli alunni che sono scesi nelle varie piazze d’Italia a far sentire il grido di dolore di una nazione che pensa al “riarmo e non alle scuole o al carovita”.

La notte di Halloween, quindi, come una spugna cancella via un mese di preoccupazione e scontri sociali. Capita che la leggerezza, la voglia di vita ,ad un certo punto, azzeri tutti i tipi di problemi e se nel portafoglio hai cento euro, di certo quella sera si è fatto di tutto per far sparire quella banconota. Se tuo figlio non è ben truccato o altro, come fa a vivere un affronto come questo?

Da qui la domanda iniziale “cosa resta di questa notte di Halloween?”, resta che le famiglie italiane anche se non “riescono ad arrivare a fine mese” sono predisposte, molte, ma naturalmente non tutte, a non rinunciare a nulla. Da qui il nervosismo, la rabbia e la grande voglia di sparare a zero sui responsabili di tale malessere economico. In questo caso contro la Meloni, ma poteva esserci anche il Conte di turno.

E’ un momento storico particolare, di certo non soltanto una questione di colore politico. Qui si parla di buona vita. L’italiano desidera trascorrere una buona vita.  Si punta a vivere al massimo, di non perdere per nulla al mondo il dettaglio, quel dettaglio che “costa di più”, ma a cui in molti non vogliono rinunciare.

L’Italia a fine mese, con questa festa si è ritrovata ad esser raccontata in due modi diversi. In fondo passare dal carovita al consumismo è bastata una notte da paura.

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