Il consigliere regionale dem snocciola i dati drammatici dell’isola economica e sociale: «Una famiglia su quattro in povertà, occupazione al 50% e aspettativa di vita in salute inferiore di dieci anni rispetto al resto d’Italia».
Alecci: “E’ ora che il Presidente scenda dalla Luna e faccia i conti con la realtà. Occorre dare vita ad una politica capace di incidere davvero sulle condizioni di vita della gente.”
Ancora una volta abbiamo assistito all’ennesimo tentativo, da parte del Presidente Roberto Occhiuto, di mistificare la realtà raccontando sui propri canali mediatici una Calabria in crescita esponenziale, in rampa di lancio, un esempio da seguire per le altre regioni d’Italia. Tutti noi vogliamo bene alla Calabria, tutti ci impegniamo ogni giorno per dare un futuro migliore ai cittadini calabresi, ma non è possibile andare avanti con questa operazione di “distrazione di massa” quando dati certificati evidenziano ancora una volta una regione ferma, bloccata, incapace di rialzarsi, con performance al di sotto della media nazionale in praticamente tutti i settori della vita sociale.
E’ il quadro desolante che, purtroppo, emerge dai Rapporti ISTAT sul Bes (Benessere equo e sostenibile) e sulla Povertà in Italia, pubblicati solo qualche giorno fa. Ebbene, la nostra regione risulta in fondo alle classifiche su gran parte dei parametri presi in esame. I numeri raccontano di un divario profondo che percorre in maniera trasversale tutte le categorie, con dati preoccupanti in particolar modo nei settori più importanti. Solo per fare qualche esempio: il tasso di povertà delle famiglie in Italia è del 10,8% mentre in Calabria si attesta su un allarmante 23,1% (praticamente una famiglia su 4 è povera); la migrazione sanitaria nelle altre regioni riguarda l’8% della popolazione, in Calabria il 23% per una spesa di circa 326 milioni di euro nell’ultimo anno; per quanto riguarda il lavoro, in Italia il tasso di occupazione in età lavorativa raggiunge il 70% mentre in Calabria si attesta al 50%, praticamente nella nostra regione lavora solo una persona su 2; sul trasporto pubblico, la media nazionale di utilizzo dei mezzi riguarda il 15% degli abitanti, in Calabria non supera il 6%, quindi senza un auto appare impossibile lavorare, studiare, recarsi presso le sedi dei servizi principali. E, infine, un dato su tutti: alla nascita la speranza di vita media in buona salute per un cittadino italiano giunge alla soglia dei 60 anni, per un calabrese supera di poco i 50 anni, ben 10 anni in meno rispetto alla media nazionale.
E allora credo sia giunto il momento per il Presidente di scendere dalla Luna e tornare a vivere qui con noi in Calabria, per scoprire le ragioni di questo divario e di queste enormi difficoltà che alla soglia del suo sesto anno di Governo non sembrano né risolversi né ridursi. Sarebbe opportuno, dunque, fare i conti con la realtà e dare vita ad una politica capace di incidere davvero sulle condizioni di vita della gente. E’ inutile e dannoso continuare a mostrare sui social una Calabria che “cena nei ristoranti stellati” quando poi i calabresi tornano a casa e “trovano il frigorifero vuoto…”

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