Carlo De Gaetano illustra i dati del disastro socio-economico: colpite 1.830 famiglie di lavoratori e il commercio cittadino. La controproposta: 400 posti letto a Cosenza e 400 al nuovo Policlinico di Arcavacata.
Abbiamo più volte segnalato che la chiusura dell’Annunziata voluta da Occhiuto avrebbe gravi conseguenze sulla città di Cosenza e sul suo hinterland: il progetto prevede l’utilizzazione di tutti gli 800 posti letto disponibili per costruire ad Arcavacata di Rende il Policlinico Universitario; dunque l’Ospedale dell’Annunziata non servirebbe più, deve essere chiuso.
Oggi noi vogliamo analizzare al meglio le gravi conseguenze di questa scelta, ma solo dopo avere specificato che tutte le criticità esistenti possono essere risolte da una Dirigenza capace di analizzare a fondo lo stato delle cose e di dare risposte adeguate. I dati ufficiali ci dicono che attualmente la città di Cosenza conta circa 63.000 abitanti residenti. Il tasso medio di disoccupazione è di circa il 17%, cioè 11.000 abitanti residenti; un dato che va molto oltre il tasso medio di disoccupazione della Calabria (10%) e quello dell’Italia intera (7%). Il reddito medio annuo dei cittadini di Cosenza è di circa 18.500 euro, fra i più bassi della Calabria e dell’Italia.
Ogni anno più di 6.000 abitanti rinunciano alle cure, il 10% della popolazione. Inoltre ricordiamo che il commercio al dettaglio negli ultimi anni è sceso del 30%; le saracinesche abbassate non si contano più e si vedono in tutte le aree della città. I dati ufficiali ci dicono anche che attualmente i dipendenti dell’Ospedale dell’Annunziata sono 1.830 (ultimo Atto Aziendale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza).
Nel caso in cui volessimo considerare che tutti i 1.830 dipendenti ospedalieri fossero residenti, la disoccupazione conterebbe circa 15.000 abitanti; ma anche considerando che non tutti i dipendenti ospedalieri siano residenti, la situazione occupazionale resterebbe molto grave. In questo contesto un’economia già precaria subirebbe un colpo gravissimo dalla chiusura dell’Annunziata.
La domanda di beni e servizi avrebbe un drastico calo. Sarebbero colpite soprattutto le attività produttive di piccole dimensioni o a conduzione familiare, tutto il commercio al dettaglio calerebbe ancora, cioè disoccupazione su disoccupazione.
I cittadini che rinunciano alle cure sarebbero molti di più. In definitiva vi sarebbe un impoverimento complessivo del tessuto socio-economico, che colpirebbe soprattutto le periferie e tutta l’area a sud di Cosenza, comprese le frazioni e i comuni dell’hinterland. Sarebbe inevitabile un ulteriore spopolamento della città che, dal 2022 ad oggi, è passata da 65.000 abitanti agli attuali 63.000.
Lo sviluppo socio-economico della città e dell’intera provincia si sposterebbe sempre più a nord; in poche parole Cosenza diventerebbe la periferia di Rende. Ecco perché l’Ospedale dell’Annunziata non deve chiudere, esso non è solo un Presidio Sanitario di grande importanza, ma costituisce anche un motore di sviluppo armonico per l’area urbana di Cosenza e per l’intera provincia.
La nostra proposta di un doppio polo sanitario, con 400 posti letto da assegnare all’Annunziata, già attivi, e 400 da assegnare al Policlinico Universitario di Rende, risponde a questa logica e a tutte le esigenze richiamate.
(CDA)Comitato per la Difesa dell’Annunziata
Carlo De Gaetano

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