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Cooperante onu cosentino in Nepal: io, mia moglie e le bambine stiamo bene

C’era anche un cosentino con moglie e figlie a seguito, nell’inferno del Nepal dove è scoppiato il tremendo terremoto. Lui si chiama Marco Cavalcante, e dalle pagine di Facebook rassicura: “stiamo tutti bene”

La moglie e le figlie di Marco Cavalcante – che vivono in Nepal insieme a lui da diverso tempo –  attualmente stanno vivendo in una tenda, dallo scorso sabato, mentre lui ha trovato da dormire nel suo ufficio dal quale svolge le mansioni di cooperante Onu.

Marco Cavalcante e le sue bambine, scampati al terremoto in Nepal
Marco Cavalcante e le sue bambine, scampati al terremoto in Nepal

Tutto questo, dopo la tragedia che ha colpito il Nepal e che ha mietuto ormai oltre sei mila vittime. In questi giorni, Marco Cavalcante e la sua famiglia, stanno attraversando momenti terribili, tra la paura, la preoccupazione e confusione. Per lavoro Marco deve stare lontano dalla moglie e dalle sue fuglie, che si trovano in un’altra città.

E’ Marco stesso a raccontare le sue vicissitudini, tramite il social network, perché anche i collegamenti telefonici sono a rischio. Racconta che le la situazione è davvero problematica, che ci sono molti morti e migliaia di feriti, che la prima forte scossa ha distrutto 30 distretti, di cui 11 in modo serio, compresa la valle di Kathmandu e che ci sono ancora scosse di assestamento, pertanto la terra continua imperterrita a tremare.

Il giovane calabrese è in questi giorni impegnato proprio per affrontare le tante difficoltà mentre cerca di nascondere la preoccupazione per le sue bimbe e per la moglie, ma anche per la sua famiglia che vive a Cosenza e che è in pensiero per loro.

In un attimo di pausa, Marco Cavalcante, spiega che loro, come Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, hanno attivato tutte le procedure d’emergenza, c’è  già un team di esperti al lavoro e si stanno coordinando con le altre Agenzie dell’Onu, il governo e gli altri partner, per una risposta celere ed efficace.

Ma il suo cuore è sempre alle sue piccole che sono costrette a vivere in tenda, lontane a lui, a Pokara tra freddo e difficoltà immani, mentre lui sta a Kathmandu a coordinare le risposte del World food programme.

“Per fortuna noi stiamo bene ma c’è tantissima gente ancora per strada, che ha paura di tornare a casa”. Queste le parole di Marco Cavalcante, cosentino, cooperante Onu in Nepal.

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