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Carabinieri

Fermato esponente del clan Lanzino-Ruà, per tentata estorsione aggravata

I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, hanno eseguito il “fermo di indiziato di delitto” di Fabrizio Antonino Provenzano, anni 31, residente in Rende, per estorsione aggravata da metodo mafioso

Il provvedimento di fermo, è stato emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Dr. Pierpaolo Bruni, nei confronti di Fabrizio Antonino Provenzano – indiziato di tentata estorsione in concorso aggravata da metodo mafioso –  il quale, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Cosenza in attesa della prevista “convalida”.

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Il Provenzano, è indagato, unitamente ad altri due soggetti – Mario Gatto e Renato Mazzulla già detenuti – di “tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso”, nei confronti di un macellaio di Rende. Nello specifico, il Provenzano, unitamente a Mario Gatto –  quest’ultimo notoriamente elemento di vertice della cosca di ‘ndrangheta “lanzino-Ruà”  e per tali motivi, sottoposto a “regime detentivo speciale”, previsto dall’art.41 bis dell’Ordinamento Penitenziario – incaricavano  Renato Mazzulla – che come si ricorderà, è stato già definitivamente condannato per aver favorito la latitanza del “capo cosca” Ettore Lanzino – di proferire alla “vittima” predestinata,  minacce con espressioni tipiche del metodo mafioso.

In sintesi, lo stesso, nell’esternare la richiesta estorsiva chiariva di essere stato “mandato” per il “regalo” che deve essere pagato “sia a ferragosto che a Natale”, modalità queste, usualmente utilizzate nel contesto di ‘ndrangheta,  per le richieste di “pizzo” da versare a scadenze fisse, in occasioni di festività particolari quali Pasqua, Natale e Ferragosto.  Fra l’altro, nessuna efficacia riscuotevano le manifestate difficoltà economiche della parte offesa.

fabrizio antonino provenzano
Fabrizio Antonino Provenzano, indiziato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso

Tale operazione risulta essere l’ennesimo risultato del lavoro svolto alacremente e con sinergia.  dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rende, nell’ambito di una mirata attività investigativa finalizzata a verificare le dinamiche dei soggetti “liberi” contigui alla cosca di ‘ndrangheta “Lanzino-Ruà” attiva – fra l’altro – nell’imporre il “pizzo” ad attività commerciali ed imprenditoriali di Cosenza e del suo hinterland, con specifico riferimento all’ambito territoriale di Rende.

Tale mirata attività investigativa, svolta con il diretto coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha permesso di trarre in arresto, negli ultimi mesi, tutti i sodali della cosca, non ancora detenuti, dediti alle attività estorsive.

Va evidenziato come dalle indagini di intercettazione sia emerso come Fabrizio Antonino Provenzano, a causa dello stato di detenzione degli elementi di “vertice” della cosca si trovi ad essere “solo come un cane, a pensare per tutti”.

Tale affermazione spiega bene l’aspetto della nota attività “assistenziale” a favore degli appartenente alla cosca detenuti e dei propri familiari, e mette inoltre in evidenza come, a seguito dell’attività di contrasto, sia rimasto il “solo” in libertà a curare gli interessi della cosca.

Negli ultimi mesi, in tale ambito, l’attività di contrasto per quanto riguarda le attività estorsive poste in essere da personaggi contigui alla cosca di ‘ndrangheta “Lanzino-Ruà” è stata pregnante tanto che Il 14 novembre 2014 veniva eseguito l’arresto del sucitato Renato Mazzulla, mentre il 02 aprile 2015 veniva eseguito l’arresto di Massimo Ciancio e Francesco Costantino De Luca.

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