Terremoto giudiziario per la Regione Calabria, dopo che la Procura della Repubblica di Reggio ha chiesto, ed ottenuto, l’arresto ai domiciliari per l’attuale assessore regionale ai trasporti, Nino De Gaetano, e per l’ex consigliere Luigi Fedele
La Procura della Repubblica ha chiesto l’arresto – oltre che per l’assessore De Gaetano – anche per altri nomi di spicco, come Giovanni Bilardi, per il quale si attende l’autorizzazione del Parlamento, considerato il fatto che lo stesso, nel frattempo è divenuto senatore della Repubblica. La Procura di Reggio Calabria ha chiesto l’autorizzazione a procedere alla giunta del Senato, come da procedura.

Obbligo di dimora per Carmelo Trapani, ex autista di Bilardi e per altri 4 ex consiglieri regionali: Giovanni Nucera dell’Udc, Pasquale Tripodi del centro democratico, Alfonso Dattolo dell’Udc e Nicola Adamo del Pd.
Gli indagati sono in tutto 27 e tra loro ci sono anche Carlo Guccione, attuale assessore regionale e Antonio Scalzo, attuale presidente del Consiglio regionale.
Peculato e falso sono le accuse formulate a vario titolo a carico di consiglieri regionali della Calabria in carica nella passata legislatura nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari. Nel corso dell’operazione, chiamata in codice “Erga Omnes”, sono stati sequestrati anche beni per 2,5 milioni di euro.
De Gaetano era finito al centro di un altro caso, quando l’ex ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, rifiutò di entrare nella giunta guidata da dal governatore Pd Mario Oliverio, proprio per la presenza dell’assessore oggi finito ai domiciliari, citato in un’informativa della Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su un presunto caso di voto di scambio alle regionali 2010, ma mai indagato. Nel rinunciare all’incarico Lanzetta spiegò: “Non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell’assessore Nino De Gaetano”.
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