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Lungro e Acquaformosa, il giudice di pace è salvo

I due Comuni si sono impegnati economicamente e con proprio personale per garantire il servizio, il Ministero della Giustizia ha dato l’ok

L’unione (di Comuni) fa la forza e così l’ufficio del Giudice di Pace di Lungro non verrà soppresso. Un passo fondamentale per la tutela della legalità in questo angolo della provincia cosentina e che è stato reso possibile grazie alla comunione di intenti tra le amministrazioni di Lungro e Acquaformosa che si sono resi disponibili a tenerlo in piedi accollandosi gli oneri e le spese di gestione degli uffici.

Lungro
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Non così è stato per gli altri due Comuni precedentemente coinvolti, ossia Altomonte e Firmo, che avevano già deciso di rinunciare. Ma tanto è bastato al Ministero della Giustizia per ottenere garanzie concrete al mantenimento di personale e copertura delle spese di gestione degli uffici giudiziari in questione.

I sindaci di Lungro, Giuseppino Santoianni e Acquaformosa, Giovanni Manoccio e ora Gennaro Capparelli ora, hanno confermato gli impegni assunti nel 2012: allora Acquaformosa aveva messo a disposizione un proprio dipendente che già in passato aveva svolto, all’occorrenza, funzioni di operatore presso l’ufficio giudiziario. Il Comune di Lungro, invece,si era impegnato in proprio per tutti i restanti oneri e spese come la disponibilità dei locali comunali, l’espletamento delle pulizie degli stessi, oltre a mettere a disposizione due unità di personale destinati a ricoprire le mansioni di cancelliere e operatore giudiziario nonché l’impegno per tutte le altre spese di gestione e funzionamento del servizio giustizia.

Una garanzia che è servita a tenere in piedi l’ufficio e che ora costerà circa 15 mila euro l’anno alle due amministrazioni comunali. Ma almeno sarà un servizio in più per i cittadini.

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