I rilevamenti delle acque fatti da Goletta Verde hanno confermato che in 17 dei 25 siti controllati (anche nel cosentino) la carica batterica è decisamente superiore alla media. I soldi per i lavori ci sono ma mancano i progetti

Infatti 17 campioni su 25 hanno rilevato una carica batterica elevata, ben superiore alle soglie stabilite dalla legge e per 15 di questi punti, soprattutto alle foci di fiumi, torrenti e scarichi, c’è la certezza di un forte inquinamento.
In particolare dei cinque prelievi effettuati nel cosentino è risultato nei limiti di legge soltanto quello alla spiaggia del lido Diamante (in località Torricella di Diamante) mentre fortemente inquinato è il giudizio per i prelievi alla foce del fiume Crati in località Laghi di Sibari a Cassano allo Ionio, alla foce del canale sulla spiaggia libera di Villapiana Lido, alla foce del fiume Parise a Bonifati e alla foce del fiume San Francesco a Paola.
Sei i prelievi effettuati in provincia di Reggio Calabria, quattro dei quali giudicati ‘fortemente inquinati’: alla foce del torrente Menga in località Sabbie bianche e presso lo sbocco dello scarico vicino al lido comunale entrambi a Reggio Calabria, alla spiaggia presso lo scarico sul lungomare Cenide a Villa San Giovanni e alla foce del fiume Mesima a San Ferdinando. Carica batterica entro i limiti alla spiaggia di fronte piazza Porto Salvo a Melito Porto San Salvo e alla foce del fiume Petrace a Marina di Gioia Tauro. Inquinate nel crotonese le acque alla foce del fiume Esaro, a Crotone, e in prossimità del canale sulla spiaggia a destra del Castello a Isola di Capo Rizzuto, fortemente inquinate nel catanzarese le acque prelevate alla foce del fiume Fiumarella a Catanzaro Lido e alla foce del torrente Zinnavo a Lameza Terme, così come alla foce del torrente Mandricelle, nella frazione Corrorino-Porticello di Joppolo, alla foce della fiumara Ruffa in località La Torre di Ricardi e alla foce del fiume Sant’Anna di Vibo Valentia, agli scogli alla foce del torrente Britto a Marina di Nicotera.
I fondi per ripristinare una condizione normale ci sono ma in compenso sono assenti i progetti per migliorare gli impianti e completare le reti fognarie. “L’obiettivo del monitoraggio – dice Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde – è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. Il nostro è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma rappresenta una fotografia per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Tutti i punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde sono risultati inoltre privi dei cartelli sulla qualità delle acque ed eventuali divieti di balneazione previsti per legge e in molti di questi era significativa la presenza di bagnanti”.
Una situazione estremamente urgente anche alla luce dell’ultima procedura d’infrazione aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia che comprende anche 130 calabresi. Una multa pendente da
38 milioni di euro all’anno e per rimediare la quale era stato stimato un fabbisogno pari a 243 milioni di euro. La delibera CIPE 60/2012 ne stanziava 160 milioni (più altri 83 milioni da altre risorse): per ora però sono state sbloccate opere solo per 104 milioni di euro e rimangono ferme ancora dieci opere per circa 140 milioni di euro.
Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, è chiaro: “Apprezziamo gli impegni assunti dal presidente della Giunta regionale, ma non possiamo però esimerci dal sottolineare come già tre anni fa si era attivato un meccanismo di raccolta di schede tecniche da parte dei Comuni su cui avviare interventi specifici, senza che però abbia portato a risultati concreti. Ci auguriamo che questa volta l’azione vada a buon fine e in tempi brevi”.
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