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Volontari al lavoro, dopo il nubifragio nella sibaritide

C’è il sole stamane su Rossano e Corigliano, e dopo il violento nubifragio che ha danneggiato le marine, si inizia la conta dei danni

Volontari al lavoro, dopo il nubifragio nella sibaritide - foto Ansa -
Volontari al lavoro, dopo il nubifragio nella sibaritide – foto Ansa –

Sembra una momentanea quiete, visto che stamane su Rossano e Corigliano ha smesso di piovere e splende il sole. Una quiete che però fa paura, e lascia sgomenti, considerato quello che ha prodotto il violento nubifragio che si è abbattuto sulla sibaritide, distruggendo e danneggiando in maniera assai grave le frazioni marine dei centri del cosentino.

Si inizia a contare i danni. 500 sono le persone che sono state evacuate nel corso della giornata di ieri, e che hanno dovuto trascorrere la notte nei centri allestiti per la condizione di precarietà.

Tanti i volontari che alacremente sono al lavoro, e che si sono presentati spontaneamente alle forze dell’ordine, per prestare la loro opera nei lavori lunghi e complessi del ripristino dei luoghi, colpiti dalla calamità naturale.

Previsto per questa mattina l’arrivo nelle zone colpite del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e del capo della protezione civile Fabrizio Curcio, per un sopralluogo.

Intanto, nonostante la pioggia sia cessata di cadere e le segnalazioni e richieste di intervento pervenute non siano numerose e allarmanti, resta alta l’allerta, tanto che il sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, ha fatto un appello alla cittadinanza, affinché ci sia massima attenzione, ribadendo l’invito a “non uscire se non per motivi strettamente necessari”.

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