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Gioco on line illegale, sequestri per 25 milioni di euro

È scattata la fase-2 dell’Operazione ‘Gamblimg’ per smascherare società di scommesse e gioco on line che si presume siano gestite dall’ ndrangheta per riciclare fondi

gioco on lineL’operazione ‘Gambling’ che nel luglio scorso aveva portato all’arresto di 41 persone oltre al sequestro di beni per un valore complessivo pari a circa due miliardi di euro non si era esaurita lì, tanto che nelle ultime ore con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria è partita la fase-2.
Sono stato infatti messi sotto sequestro21 società e trust (di 3 partecipazioni societarie), oltre a 31 siti nazionali e internazionali di ‘gambling on line’. Inoltre sono arrivati i sigilli per 36 immobili, 15 autovetture e motocicli oltre che di ingenti disponibilità finanziarie all’estero, per un valore complessivo che sfiora i 25 milioni di euro.
Un’operazione eseguita da Carabinieri e Guardia di Finanza, Squadra Mobile della Polizia e Dia di Reggio Calabria, insieme allo Scico e al Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma della Gdf. Le indagini, che hanno avuto ulteriori spunti dopo quello che era successo a luglio, avrebbero consentito di individuare aziende, siti on line, beni immobili e mobili registrati e rapporti finanziari riconducibili ad alcuni dei membri della presunta banda criminale che si ramificava anche fuori dall’Italia e nella quale sarebbero coinvolti anche soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta. Avvalendosi di società estere, il gruppo avrebbe esercitato abusivamente l’attività del gioco e delle scommesse sull’intero territorio nazionale, riciclando ingenti proventi illeciti. Le indagini avrebbero smascherato numerose società e trust esteri, con sede a Malta, a Panama, in Romania, nelle Canarie e nelle Antille Olandesi, costituiti appositamente o acquisiti dall’organizzazione criminale per gestire l’esercizio abusivo del gioco e delle scommesse on line, spesso intestati a meri prestanome di comodo anche se il centro del comando era in Calabria.
I sequestri preventivi emessi dall’Autorità Giudiziaria sono stati eseguiti in Calabria, Lazio, Sicilia e Veneto, in particolare nelle province di Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro, Enna, Belluno e Venezia.

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