Visita a Catanzaro del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, per inaugurare una nuova sede Pd. Ha parlato di riforme, alleanze elettorali e della prossima Finanziaria
L’inaugurazione di una nuova sede del Pd a Catanzaro è stata anche l’occasione per alcune dichiarazioni importanti di Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e uomo vicino al premier Matteo Renzi.
Sulle possibili divisioni all’interno del Pd ma anche di BNcd, che sino ad oggi è stato alleato del governo, Lotti è chiaro: “Rimango ottimista perché noi cerchiamo sempre il dialogo e lo abbiamo sempre ripetuto sia all’interno del Pd che con le forze a sostegno del governo, rimango convinto che saranno leali e manterranno la parola data. Lavoreremo fino alla fine per trovare un accordo, convinti che i numeri in Parlamento non ci mancheranno».
Lotti ha anche parlato della legge elettorale, che secondo lui è un capitolo chiuso, e dell’articolo 2: “Non credo ci siano margini per la sua riforma, ma siamo disponibili a tutto purché come abbiamo ribadito più volte non si torni indietro, non si riparta daccapo e la riforma venga approvata il prima possibile”. Altro tema delicato è quello delle pensioni: “Tutti i partiti promettono sempre tagli di tasse che non avvengono mai mentre noi già nella prossima Finanziaria faremo un taglio importante delle tasse e poi valuteremo nelle Finanziarie dei prossimi anni come intervenire anche sulle pensioni. Riforma nel 2018? Vedremo”.
Il sottosegretario Lotti nella seconda parte della sua visita a Catanzaro ha anche incontrato l’arcivescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone che è anche presidente della Conferenza episcopale calabrese, insieme al segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, al segretario provinciale del Pd Enzo Bruno e al presidente della Provincia di Catanzaro. Monsignor Bertolone ha commentato così la visita: “Abbiamo avuto una conversazione costruttiva e di buon auspicio verso ulteriori incontri futuri su diverse problematiche che riguardano la Calabria dall’economia, in particolare il settore agricolo, alla situazione sociale, passando per la sanità. Se da più di vent’anni il problema Mezzogiorno è stato messo da parte, ora è arrivato il momento di rimetterlo al centro. Ma bisogna farlo in modo concreto, con una mappatura di tutta la situazione per programmare interventi mirati in ogni regione del sud e in particolare per la Calabria”.
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