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Omicidio Fortugno, a Locri istituzioni e gente comune nel decennale della morte

Nel decennale dell’assassinio di Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale, a Locri insieme alla famiglia molti politici nazionali il governatore Oliverio e tanti cittadini della Locride

Grande folla commossa e tanti politici insieme alla sua famiglia per la commemorazione a Locri di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale ucciso lì nel 2005. In rappresentanza delle istituzioni erano presenti partecipano il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi ed il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, insieme a molti sindaci e tanti cittadini della Locride che hanno fatto compagnia alla vedova, Maria Grazia Laganà, e ai figli Anna e Giuseppe.

Delrio e Bindi a commemorazione Fortugno
Omicidio Fortugno, a Locri istituzioni e gente comune nel decennale della morte – foto Ansa

Graziano Delrio ha voluto rimarcare l’impegno e la figura di Franco Fortugno: “Siamo qui non solo per onorare la memoria di Franco Fortugno, ma perché vogliamo attraverso lui onorare le speranze e le attese di questa terra e soprattutto dei suoi giovani. Come tutti i medici, anch’io lo sono, aveva una vocazione alla cura, la stessa che tutti i sindaci devono avere verso le loro comunità. Ecco perché dico a quanti chiedono la presenza e il rinnovato impegno del Governo in questi territori che noi vogliamo essere presenti al vostro fianco sempre di più e sempre meglio”.

Filippo Bubbico ha voluto sottolineare come l’omicidio di Fortugno non sia stato un atto criminale qualunque, ma abbia rappresentato la volontà della ‘ndrangheta di esercitare un controllo sulle istituzioni e anche sulla rappresentanza politica. “Il Mezzogiorno e la Calabria in particolare devono ritrovare la fiducia in loro stessi e devono esercitare un forte protagonismo partendo dal presupposto che la criminalità organizzata e l’illegalità diffusa generano miserie e povertà”. Rosi Bindi invece ha ricordato la figura di un uomo mite he manca molto alla politica attuale: “Se abbiamo fatto qualcosa di buono in questi anni lo dobbiamo anche al suo sacrificio e se non ci siamo riusciti siamo qui per assumerci ancora l’impegno”.

Il Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha testimoniato la sua vicinanza con una lettera alla famiglia mentre il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio ha evidenziato come “l’omicidio Fortugno abbia costituito uno spartiacque in Calabria perché, a differenza di altre realtà del Mezzogiorno dove la criminalità organizzata ha esercitato per lungo tempo un ruolo di dominio su vaste aree del territorio e dell’economia, qui con quel tragico atto c’è stato un salto di qualità. Mai la ‘ndrangheta aveva puntato la sua attenzione verso uomini delle istituzioni o, almeno, di quel livello istituzionale”.

Era presente anche Francesca Bruzzaniti, moglie e madre di Alessandro e Giuseppe Marcianò, condannati all’ergastolo per l’omicidi di Fortugno, che ha protestato sostenendo la loro innocenza.

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