In Calabria la situazione è critica, il prefetto ha convocato il centro di coordinamento soccorsi per la salvaguardia delle persone, molti centri della regione restano isolati, anche il presidente Oliverio segue l’evolversi della situazione, e intanto ci si pongono un po’ di domande
70 cm di pioggia caduti in sole 48 ore, la statale 106 allagata, l’Anas chiude diversi tratti della Strada Statale Jonica completamente devastata, il torrente Ferruzzano esondando ha travolto le strade, binari della ferrovia sospesi nel vuoto, viaggiatori in balia degli eventi, zone della regione completamente isolate.

E’ stato ritrovato il corpo dell’uomo travolto con la sua auto, dalla furia del torrente in piena, mentre con sua figlia – per fortuna illesa – attraversava un ponte, proprio quando quelle acque inclementi, lo trasportavano via, senza lasciargli scampo.
“Ci vorranno settimane se non anche alcuni mesi – ha spiegato un ingegnere di RFI – per cercare di riportare alla normalità la linea perché, quanto accaduto, ha reso inagibile tutta la ferrovia costiera che, da Reggio Calabria, porta verso Catanzaro”.
Questa la situazione al momento in Calabria. Una regione completamente in ginocchio, che collassa, che si sgretola sotto i colpi del maltempo. Un anno questo che sta per giungere al termine, che verrà ricordato per i disastri che il maltempo ha fatto. L’alluvione che ha distrutto Rossano, le problematiche costanti sulle strade, questo nuovo attacco della natura, che non concede scampo e che mette in allarme.
Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, è in costante contatto con il Prefetto di Reggio, così come anche il presidente della Regione, ed oggi il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, sono a Reggio Calabria per un punto della situazione dei danni provocati dall’emergenza maltempo. Dopo il sorvolo in elicottero delle aree colpite, assieme al Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e al Prefetto di Reggio Claudio Sammartino, adesso è in corso una riunione presso il Centro di Coordinamento Soccorsi allestito nella Prefettura del capoluogo calabrese.
Ma la colpa è solo del maltempo? Anche il clima subisce dei cambiamenti e diventa sempre più aggressivo, e non concede più scampo, ma forse è anche vero che molti centri del Sud non sono pianificati tenendo conto del rischio idrogeologico, che caratterizza molte zone dello stivale, e non solo del Sud e della Calabria.
I dati del Ministero dell’Ambiente pongono ogni anno solo in Calabria, 200.000 persone a rischio frana ed alluvione. Per Lega Ambiente, il 100% dei comuni calabresi è a rischio.
L’83% dei comuni ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e in aree a rischio frana, il 42% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 55% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, mettendo a rischio l’incolumità delle persone anche per gli eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Nel 26% dei casi, le strutture sensibili come scuole e ospedali sono presenti in zone a rischio.
Sono dati che fanno spavento, ed il pericolo che incombe non può più essere sottovalutato. Anno dopo anno le aree diventano sempre più fragili, le precipitazioni sono sempre più intense e concentrate in brevi periodi, e pertanto ci vorrebbe una gestione più attenta del territorio.
Adeguare lo sviluppo del territorio al corretto uso del suolo, tenendo nel giusto conto le mappe del rischio servirebbe a evitare di edificare strutture residenziali e produttive in aree più vulnerabili. Ridare spazio alla natura permetterebbe di dare al territorio lo spazio necessario per far defluire i corsi d’acqua, senza dimenticare che anche i torrenti e piccoli fiumi devono diventare dei sorvegliati speciali.
Oggi dopo l’ennesimo disastro ambientale anche l’economia locale, è in ginocchio. Danni all’agricoltura, bestiame disperso. E si continua la conta dei danni.
Gli enti locali non dovrebbero mai essere lasciati soli, nella gestione del territorio. Si dovrebbe impostare una gestione organica e sistemica del suolo in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali, sociali. È questa la vera grande opera pubblica da chiedere al governo.
Oggi in Calabria alla guida della Protezione Civile c’è Carlo Tansi, che di professione fa il geologo, che ha esperienza su come si gestiscono territorio ed emergenza, e ci si augura che però la sua, non sia solo l’unica capacità messa in campo in una regione dove bisognerebbe anche ottimizzare le risorse monetarie, destinate al contrasto concreto del dissesto idrogeologico, perché gli allarmi che arrivano con dovuto anticipo, non bastano più.
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