Ieri 5 novembre nell’aula più grande del tribunale di Roma, si è aperto il processo a Mafia Capitale. 46 gli imputati tra politici, faccendieri, imprenditori ed ex membri della Banda della Maglia
Lo scenario è Mafia Capitale, l’associazione di stampo mafioso che ha operato a Roma e nel Lazio fino allo scorso anno corrompendo pubblici funzionari, amministratori di società ed esponenti politici, puntando ad alterare e ad aggiudicarsi appalti per centinaia di milioni di euro. Il tutto attraverso la forza di intimidazione che derivava dal vincolo associativo e la condizione di assoggettamento e di omertà, e, secondo l’accusa, sotto la guida di Massimo Carminati, soprannominato “er Cecato” perché guercio, che negli anni ’70 fu tra i protagonisti dell’eversione nera. Lui però è stato il grande assente.

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Gianni Alemanno nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale. Le accuse contestate sono la corruzione e l’illecito finanziamento. Il gup Nicola Di Grazia si pronuncerà sulla richiesta dei Pm di piazzale Clodio l’11 dicembre prossimo.
“Ne uscirò innocente, se non mi sono accorto che c’era un’associazione criminale in Campidoglio, non se n’è accorto nessuno, questore, prefetto, comandante dei carabinieri, il prefetto Mori che era mio consulente. Mafia Capitale al 70% è una faccenda di sinistra in cui la destra entra marginalmente” – afferma Alemanno.
L’inchiesta è stata condotta dalla procura guidata dal 2012 da Giuseppe Pignatone, e i numeri di questo processo per Mafia Capitale sono degni di nota. 130 udienze fino al prossimo luglio, migliaia le intercettazioni e centinaia i documenti depositati. 46 imputati – molti dei quali già agli arresti – 100 i giornalisti accreditati, 15 fotoreporter, 20 testate straniere e 33 TV.
Tre dei protagonisti di questa vicenda, seguiranno l’evolversi del processo a distanza. Questi sono, Massimo Carminati, rinchiuso nel carcere di Parma, sottoposto al regime del 41 bis (il carcere duro), considerato il vertice della organizzazione criminale; Salvatore Buzzi, detenuto a Tolmezzo, presidente della cooperativa “29 giugno” e considerato grande manovratore del sistema corruttivo; Per entrambi l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. E poi c’è Riccardo Brugia, amico di Carminati, adesso rinchiuso nel carcere di Terni, secondo l’accusa organizzatore dell’associazione criminosa. Sembra si occupasse dell’individuazione di persone di fiducia, da porre in posti chiave.
Anche i giornali esteri hanno mostrato particolare attenzione all’evento dell’inizio del processo. Si pensi che Le Monde, ha titolato “Con il processo a Mafia Capitale, Roma si gioca la sua reputazione”.
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