I responsabili della struttura sanitaria Villa del Sole replicano all’articolo del nostro giornale con una nota che pubblichiamo integralmente
Preliminarmente è necessario sottolineare che la Casa di Cura Villa del Sole ha subito, negli ultimi anni, rimodulazioni nell’accreditamento imposti dal Piano di rientro dal debito sanitario. Ciò ha creato notevoli ma temporanee difficoltà che la Casa di Cura ha prontamente superato, salvaguardando in questo modo i livelli occupazionali e la sopravvivenza stessa della Struttura.

La struttura è centro di eccellenza, non fosse altro che per motivi di numero di prestazioni erogate e di “esiti” (secondo i parametri adottati dal Ministero della Sanità), nelle attività di chirurgia generale, endocrinochirurgia ed urologia. Inoltre, il reparto di Riabilitazione intensiva cardiorespiratoria, di recente attivazione, è già diventato riferimento per la strutture cardiochirurgiche e cardiologiche della Regione Calabria e delle regioni limitrofe, tanto da superare il budget assegnato già dal mese di agosto.
Purtroppo i budgets assegnati alla struttura, negli ultimi anni, non sono stati in alcun modo correlati alla produzione (pur essendo perfettamente aderente ai criteri di appropriatezza previsti dalla normativa vigente), per inadempienza dell’ASP che annualmente fa stipulare i contratti a fine anno, senza pagare tutte le prestazioni erogate; addirittura, come in questo momento, non paga neanche quelle rientranti nel budget contrattuale. Inoltre, come è noto perchè ripetutamente pubblicato sulla stampa locale, pendono al TAR numerose impugnative sui decreti di distribuzione del budget nell’anno 2015.
E’ assolutamente comprensibile, conseguentemente, che vi siano state e vi siano tutt’ora, difficoltà nel pagamento di alcuni stipendi pregressi (specificatamente 2 stipendi relativi a Ottobre e Novembre 2014), che comunque costituiscono per la Casa di Cura una priorità e che saranno onorati al più presto come, del resto, sempre avvenuto in 55 anni di attività.
Orbene, non corrisponde assolutamente al vero che hanno dichiarato lo stato di agitazione tutti i lavoratori, ma in realtà si tratta di n. 4 operatori sanitari e n. 6 infermieri su un totale di oltre 80 unità lavorative e, quindi, le “ombre”, contrariamente a quanto asserito nell’articolo, di certo non sono riferibili alla Casa di Cura, bensì a chi cerca di diffamarla!
In merito alla pianta organica, usata nell’articolo come strumento per mettere in cattiva luce la struttura, con una metodologia che rasenta la diffamazione, è appena il caso di sottolineare che la Casa di cura è definitivamente accreditata sulla base dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi ripetutamente verificati dalle autorità competenti. In particolare la pianta organica è regolarmente depositata presso la Regione Calabria e l’ASP di Cosenza ogni tre mesi, come previsto dalle normative vigenti. Non esiste alcun obbligo da parte della struttura di divulgare la pianta organica, se non agli organi competenti.
Si evidenzia che i contratti applicati a tutti i lavoratori sono quelli previsti dalla Legge.
In merito, infine, al presunto utilizzo di unità lavorative per attività non di loro competenza, dichiarazione pretestuosa e strumentale, oltre che denigratoria, si sottolinea con forza che ogni dipendente della struttura svolge le attività e le funzioni previste dalla legge, nulla di più!
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