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Il 30 novembre al via l’udienza preliminare per il delitto di Stanislao Sicilia

Fu ucciso il 2 dicembre del 2014, Stanislao Sicilia, 29enne di Montalto Uffugo, dall’ex pentito Carmine Cristini, che il prossimo lunedì 30 novembre, varcherà le soglie del Tribunale, quando prenderà il via l’udienza preliminare

Un agguato, una esecuzione, quella riservata a Stanislao Sicilia un giovane di Vaccarizzo, che la sera del 2 dicembre scorso, era in piazza, con alcuni amici, all’interno della sua auto ad ascoltare musica. Fu raggiunto dal suo assassino che lo aveva primo affiancato, poi ha provato a speronarlo e quando il Sicilia, riconosciuto il suo carnefice, ha provato a scappare a piedi, è stato freddato da 7 colpi di pistola calibro 9, da Carmine Cristini, che poi provò a far perdere le sue tracce. Furono inutili i soccorsi, tanto che il giovane, giunse in ospedale già senza vita.

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Il 30 novembre al via l’udienza preliminare per il delitto di Stanislao Sicilia

Le indagini partirono la stessa mattina del 3 dicembre, ma proprio quando gli inquirenti stavano stringendo il cerchio intorno al killer, Carmine Cristini si recò spontaneamente in Questura a Cosenza, ammettendo le proprie responsabilità.

Eppure lo stesso Cristini, agli inquirenti aveva dichiarato in un lungo interrogatorio, di aver sparato per una sorta di “legittima difesa”, raccontando di essere stato vittima lui stesso di un “agguato”, mentre faceva rientro a casa a bordo dell’auto della madre, mentre uno dei suoi inseguitori avrebbe sparato contro di lui un colpo di arma da fuoco. Ma la sua versione dei fatti, è entrata in antitesi proprio con i rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, considerato che nessun bossolo fu ritrovato sul luogo menzionato. Tra l’altro a sostegno della “improbabilità” delle sue dichiarazioni, anche la testimonianza della sorella di Sicilia, testimone “chiave” della tragica vicenda, che dichiarò di essere corsa sul luogo del delitto dopo aver sentito i colpi di arma da fuoco e di aver riconosciuto il Cristini, malgrado avesse provato a nascondersi, accucciandosi.  Il Gip del tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino, dunque, non credette a quella sua versione, considerando le sue affermazioni “non credibili”.

Cristini, ex collaboratore di giustizia, è pertanto accusato di omicidio ai danni di Stanislao Sicilia, e di detenzione abusiva di arma da fuoco. Nelle motivazione che hanno portato il Gip ad emettere l’ordinanza cautelare in carcere si legge che “dalle risultanze investigative e dagli interrogatori resi da alcuni testimoni, è chiaro che Stanislao Sicilia sia stato vittima di un agguato” e pertanto la versione dell’indagato, è stata un tentativo di alleggerire la sua posizione considerato che il suo racconto non è credibile.

Carmine Cristini, 31 anni e già tante vite vissute, passato dalle rapine alla criminalità organizzata, divenuto collaboratore di giustizia fino a quando ha rinnegato quel ruolo, affidando alle pagine della Gazzetta del Sud, una lettera nella quale spiegava che aveva abbandonato il piano di protezione, per far ritorno a Rende, “rimangiandosi” quanto riferito alle autorità giudiziaria. E proprio dopo pochi giorni da quella missiva, si sono riaperte per lui le porte del carcere,con l’accusa, gravissima, di omicidio ai danni di quello che un tempo, forse fu un suo amico.

E così, a quasi un anno da quel tragico giorno, nel quale perse la vita un ragazzo 29enne, Cristini con addosso l’accusa di omicidio, dopo quasi un anno in carcere, varcherà le soglie del tribunale di Cosenza, andrà alla sballa per quella che il 30 novembre prossimo, sarà l’udienza preliminare.

La famiglia di Stanislao Sicilia, rappresentata dai legali D’Ippolito e Vanadia, è pronta a costituirsi parte civile. Carmine Cristini, invece, è difeso dagli avvocati Mandoliti e Manna, che faranno di tutto per evitare l’ergastolo al proprio cliente, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi.

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